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Domenica, 16 Giugno 2024
Siria / Siria

Siria, osservatori Onu non possono spostarsi liberamente nel Paese

Mentre continuano gli sconti, Stati Uniti e Qatar accusano nuovamente il regime di Damasco di non voler rispettare l'accordo di pace presentato da Annan

Nonostante la presenza degli osservatori, le Nazioni Unite continuano ad avere difficoltà nel far rispettare il cessate il fuoco. La tregua era stata annunciata il 12 aprile, ma gli scontri non si sono mai fermati.  


I grattacapi dell’Onu non finiscono però qui. Secondo quanto riporta Euronews, i Caschi blu non hanno ancora ricevuto il via libera di Damasco a circolare liberamente nel Paese, in modo da poter sorvegliare lo stato del cessate il fuoco e il ritiro dell’esercito dalle città. Lo stesso segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha esortato Bashar al Assad a concedere piena libertà agli osservatori, come stabilito nel piano di pace in sei punti presentato da Kofi Annan.  


Intanto la dipomazia internazionale continua a condannare il comportamento di Damasco. “Il mio Paese non ha inviato armi all’opposizione siriana, ma  se la situazione dovesse continuare in questo modo senza cambiamenti, bisognerà aiutare il popolo siriano a garantire la propria auto-difesa” ha dichiarato il primo ministro del Qatar,  Hamd Ben Jassem Al-Thani, rilanciando così l’idea di fornire uno stipendio ai ribelli anti-Assad, proposta già lanciata poche settimane  fa nel corso di una conferenza ad Istanbul, ma bocciata dalla Nato.


“Le violenze continuano, i bombardamenti, in particolare ad Homs, sembrano essere aumentati” ha dichiarato Susan Rice, ambasciatrice statunitense dell’Onu, affermando che il piano presentato da Kofi Annan è “forse l’ultima e migliore possibilità per cercare di risolvere la questione attraverso mezzi diplomatici pacifici”. La colpa del falimento del piano di pace sarebbe quindi da imputare a Damasco. “Può darsi che la logica del governo sia quella di continuare ad usare la violenza nonostante le sue promesse”, ha continuano la Rice, come riporta la Bbc.


Il ministro degli Esteri cinese Yang Jiechi ha dichiarato di aver parlato con il suo collega siriano Walid Muallem, il quale aveva promesso che il governo si sarebbe impegnato per rispettare tutti i sei punti del piano di pace. Nonostante questo la Siria è sempre più isolata sul piano internazionale, mentre continuano gli scontri e il il progetto dell’Onu viene disatteso.   
 

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