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Lunedì, 6 Dicembre 2021
Allerta terrorismo / Svizzera

Terrorismo, questi i prossimi obiettivi dell'Isis

L'allerta è globale e la minaccia jihadista fa scattare l'allarme a Ginevra, dove le autorità sono a caccia di quattro sospetti, ma anche a Toronto e Chicago. Gli Usa mettono in guardia la Turchia: rischio attentati contro obiettivi legati all'America. E intanto le truppe del Califfato avanzano in Libia

Ginevra, Toronto, Chicago, Istanbul. La minaccia dell’Isis è globale e i media lanciano l’allarme.

ALLERTA A GINEVRA - Nel mirino dei jihadisti non c’è infatti solo Ginevra, dove le autorità hanno fatto scattare una caccia all’uomo per la presenza di almeno di quattro persone sospettate di avere legami con l’Isis. Secondo quanto riferito dai media elvetici, il pericolo riguarderebbe anche Toronto, in Canada, e Chicago, negli Stati Uniti. Nel Cantone il livello di vigilanza è stato alzato perché “siamo passati da una minaccia vaga a una minaccia specifica”, ha detto il responsabile della comunicazione del Dipartimento di Sicurezza di Ginevra. Da ieri sono state rafforzate le misure di sicurezza a Ginevra e nella zona circostante e la procura generale della Confederazione ha riferito dell'apertura di un'inchiesta penale "sulla base di una minaccia terroristica nella regione", con "l'obiettivo principale di evitare un evento terroristico".

MINACCE ANCHE A USA E CANADA - Secondo quanto riportato oggi dal quotidiano Le Temps, le autorità svizzere sono state allertate dall'intelligence americana, che avrebbero identificato tre cellule jihadiste a Toronto, Chicago e a Ginevra. La foto delle quattro persone ricercate è stata diffusa ieri dalla stampa. "Non conosciamo i loro nomi, non sappiano da dove arrivino, avranno nomi di battaglia", ha detto una fonte al quotidiano. La polizia sta dando la caccia ad almeno quattro persone legate ai jihadisti dello Stato islamico (Isis), definite "armate e pericolose", che non avrebbero legami diretti con gli attentati di Parigi del 13 novembre, sebbene siano state individuate nell'ambito delle indagini partite dopo gli attacchi nella capitale francese. A fronte di tale situazione, la riunione sulla Siria tra l'inviato dell'Onu e i viceministri americano e russo, in programma oggi nella sede delle Nazioni Unite di Ginevra, è stata spostata in un luogo segreto.

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RISCHIO ALTO IN TURCHIA - Allerta anche in Turchia. Ankara ha ricevuto due segnalazioni di gravi minacce terroristiche sia dal suo servizio di intellogence che dalla Cia. Secondo quanto scrive il quotidiano Hurriyet, esiste la minaccia concreta di un attacco terroristico su siti di interesse Usa da parte dell'Isis e sui luoghi turistici in cui si trovino cittadini russi. Due allarmi separati sono stati emessi il 2 e il 5 dicembre rispettivamente con in nomi di cinque militanti Isis infiltrati nel Paese. Mercoledì il consolato Usa a Istanbul ha cancellato i servizi consolari, chiudendo al pubblico ordinario per “informazioni su una possibile minaccia di sicurezza”. Sabato scorso il Dipartimento di Stato americano aveva lanciato un’allerta per una “minaccia imminente alla sicurezza del consolato Usa”. 

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ISIS AVANZA IN LIBIA - Intanto, poco lontano dall’Europa, le bandiere nere dell’Isis hanno sventolato nella città libica di Sabratha, città situata più a ovest rispetto alle altre località del Paese dove è nota da tempo la sua presenza, come Sirte, Nufaliya e Hawara. I jihadisti hanno di fatto lanciato un blitz nella città costiera, situata 70 chilometri a ovest di Tripoli e a circa 100 chilometri dal confine con la Tunisia, per ottenere il rilascio di tre suoi miliziani, ma "nelle ultime settimane c'è stata forte preoccupazione per la crescente presenza dello Stato islamico", ha detto al Times il docente di archeologia romana dell'Università di Leicester, David Mattingly. Secondo il resoconto dei media libici, i miliziani sono arrivati ieri nel centro di Sabratha a bordo di oltre 20 veicoli, sventolando la bandiera nera dell'Isis. Alcuni di loro hanno subito eretto due checkpoint nel quartiere centrale di al-Khatatba, mentre il resto del convoglio ha percorso le strade della città terrorizzando gli abitanti. Secondo i testimoni passati ai checkpoint, la maggior parte dei jihadisti erano di nazionalità tunisina. L’avanzata dell’Isis fa temere per il vicino sito archeologico, dichiarato patrimonio dell'umanità Unesco per i suoi tesori di epoca romana, proprio come Palmira

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