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Venerdì, 3 Febbraio 2023
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Youssef Zaghba, "l'italiano" che ha seminato morte e terrore a Londra

Il terzo attentatore fu fermato a Bologna nel 2016 mentre tentava di imbarcarsi su un volo per Istanbul, ma fu rilasciato. Il procuratore capo: "Non avevamo elementi concreti". Eppure disse addirittura agli agenti italiani che voleva fare il terrorista

Youssef Zaghba, il cittadino italiano di origine marocchina ritenuto il terzo attentatore di Londra, era già stato fermato per un controllo a Bologna nel 2016, mentre cercava di imbarcarsi verso la Turchia all'aeroporto Guglielmo Marconi. In quell'occasione, l'italiano che ha seminato morte e terrore a Londra aveva persino dichiarato sprezzatamente ai poliziotti di voler fare il terrorista ma per l'autorità giudiziaria in quel momento non esistevano elementi concreti per poterlo trattenere. A raccontarlo oggi è il procuratore capo di Bologna Giuseppe Amato, intervistato dalla trasmissione radio "La zanzara", in onda su Radio24.

Quando fu fermato, Youssef aveva un biglietto aereo di sola andata per Istanbul, soltanto un piccolo bagaglio a mano ed era in evidente stato di agitazione. "All'operatore che lo controllò, disse che voleva fare il terrorista. Poi si corresse. Gli sequestrarono l'apparecchio informatico, ma non c'erano, secondo il tribunale del riesame, i presupposti per ravvisare la sussitenza di un reato e ne ordinò la restituzione, e non si è potuto esaminare integralmente il contenuto di questo apparecchio", ha spiegato Amato.

Il nominativo del giovane, con la notizia del fermo, venne inserita come avviene in tanti altri casi nel data base condiviso dai servizi di intelligence europei. E’ accessibile quindi anche ai britannici e Amato, sempre a Radio24, ha confermato che "fu segnalato a Londra come possibile sospetto". Non solo: "In un anno e mezzo, è venuto 10 giorni in Italia ed è sempre stato seguito dalla Digos di Bologna. Abbiamo fatto quello che si poteva fare, ma non c'erano gli elementi di prova che fosse un terrorista, era un soggetto sospettato per alcune modalità di comportamento". 

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"Abbiamo appreso dalla stampa questa mattina che Youssef Zaghba, il terzo attentatore di Londra, è un italo-marocchino figlio di una donna italiana, residente sul nostro territorio nella frazione di Fagnano di Castello di Serravalle - ha scritto in una nota il sindaco di Valsamoggia Daniele Ruscingo - dalle informazioni in nostro possesso è nato in Marocco e dal 2004 risultava iscritto all'anagrafe italiani residenti all'estero. Risulta rientrato in Italia nel 2016, e poi tornato nuovamente all'estero".

Si può dire però con certezza che un anno fa Zaghba non era considerato un foreign fighters altrimente il suo fermo si sarebbe convertito in un arresto in virtu delle norme antiterrorismo vigenti. La sezione antiterrorismo della polizia metropolitana, intanto, precisa che Zaghba non era attenzionato dalla polizia o dai servizi di intelligence britannici.

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