Venerdì, 24 Settembre 2021
Lotta al terrorismo

Usa e Russia, l'amore scoppia con la guerra all'Isis: "Raid coordinati"

Il Pentagono propone un piano di cooperazione nella lotta contro lo Stato islamico in Siria e arriva l'ok di Mosca: "Possiamo attuare azioni coordinate". Anche in Iraq i politici e i leader militari sciiti hanno chiesto alla Russia di iniziare una serie di raid aerei contro l'Isis

ROMA - Sulla drammatica situazione siriana, da Mosca arriva una mano tesa verso gli Stati Uniti. Il ministero della Difesa russo, infatti, si è detto disposto a mettere in atto le proposte del Pentagono sulla cooperazione nella lotta contro lo Stato islamico e, per quanto riguarda i raid aerei russi sulla Siria, ha dichiarato che "può essere stabilito" un coordinamento con gli Stati Uniti.

"Il Ministero della Difesa russo ha risposto alla richiesta del Pentagono e prontamente ha esaminato le proposte degli Stati Uniti sul coordinamento delle azioni nella lotta contro l'Isis in Siria. In generale, queste proposte possono essere attuate", ha detto il portavoce Igor Konashenkov.

I RAID RUSSI IN SIRIA - La notizia arriva proprio nel giorno in cui un'intensa ondata di raid russi ha colpito la provincia siriana di Hama e le zone limitrofe, nella vicina provincia di Idlib, nell'ovest del Paese. Lo ha reso noto l'Osservatorio siriano per i diritti umani, aggiungendo che ci sono stati pesanti bombardamenti con missili terra-terra. Contemporaneamente ai raid aerei russi è in corso un pesante attacco dell'esercito lealista verso il regime di Assad  contro le postazioni dei ribelli. Gli attacchi, secondo l'Osservatorio, hanno preso di mira nella provincia di Hama le città di Kafr Zita, Kafr Nabudah, al-Sayyad e il villaggio di al-Lataminah, e nella provincia di Idlib le città di Shaykhun e Alhbit. La maggior parte della provincia di Idlib è nelle mani di un'alleanza di ribelli che include il Fronte Nusra, gruppo legato ad al-Qaeda, insieme ad altre fazioni islamiste.

COSA SUCCEDE IN IRAQ - Anche in Iraq, intanto, i politici e i leader militari sciiti hanno chiesto alla Russia di iniziare una serie di raid aerei contro lo Stato islamico nel Paese. La mossa rappresenta un'importante disapprovazione nei confronti dalla campagna di bombardamenti che da oltre un anno gli Stati Uniti e la coalizione internazionale stanno portando avanti per cercare di contenere l'espansione degli estremisti in Iraq. Lo scrive il Wall Street Journal che sottolinea come da quando Mosca ha iniziato i suoi raid in Siria sono aumentate le pressioni della componente sciita nei confronti del primo ministro iracheno Haider al-Abadi affinché spinga il Cremlino a fare altrettanto. Al-Abadi la scorsa settimana aveva fatto sapere che avrebbe accettato l'intervento russo a una sola condizione: che Mosca si coordinasse con gli Stati Uniti e la coalizione da loro guidata.

I politici sciiti, che dominano il governo del Paese, rappresentano una fazione unita e convinta che un'azione russa sia fondamentale in questo momento. Inoltre molti di questi funzionari hanno rapporti molto stretti con l'Iran che è anche un importante alleato di Bashar al Assad in Siria e della Russia. Il presidente americano da parte sua aveva fatto sapere di essere disposto a coordinarsi con la Russia in Siria ma aveva chiesto al presidente della Federazione, Vladimir Putin, di togliere il suo sostegno ad Assad e di iniziare a discutere su una soluzione politica per arrivare a un governo di transizione senza il dittatore. Un intervento in Iraq tuttavia, nelle condizioni attuali, potrebbe diminuire l'influenza americana e aprire a nuove tensioni in Medio Oriente tra le due superpotenze.
 

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