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Domenica, 23 Gennaio 2022
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Bollo auto: cosa succede se non si paga

La tassa di circolazione va pagata ogni anno ma in molti non lo fanno: ecco cosa rischiano i contribuenti inadempienti

Il bollo auto, conosciuto anche con il nome di tassa di circolazione, è un'imposta che si versa con cadenza annuale. In realtà, più che un obolo sulla circolazione del veicolo, il bollo altro non è che una tassa sul possesso del veicolo, ciò significa che va pagato a prescindere dall'effettivo utilizzo che si fa di esso.

Accade tuttavia che molto spesso il bollo non viene pagato. I motivi sono i più disparati: c'è chi semplicemente lo dimentica, chi non può permetterselo perché in difficoltà economica e chi invece non lo paga deliberatamente (in molti lo ritengono incostituzionale, poiché va a tassare un bene che è già di proprietà). L'evasione di questo tributo, ad ogni modo, non è esente da conseguenze.

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Cosa succede se non si paga il bollo auto?

Il bollo va pagato ogni anno e il rinnovo può avvenire entro il mese successivo alla scadenza riportata sul tagliando. Qualora il contribuente non regolarizzi la propria posizione entro i termini stabiliti, la Regione (ente accertatore in tutte le regioni italiane, ad eccezione di Friuli Venezia Giulia, Marche, Sardegna, Sicilia e Valle d'Aosta, dove compete all'Agenzia delle Entrate) provvederà all'invio di un avviso di pagamento, entro tre anni al massimo (alla scadenza, nel caso l’avviso non fosse notificato, il bollo auto e i relativi importi dovuti sono da ritenersi prescritti). La somma dovuta viene iscritta a ruolo e poi comunicata all’Agenzia delle Entrate – riscossione, che provvederà alla notifica della relativa cartella esattoriale per l’importo non versato. Il termine per la notifica della cartella è di due anni, in caso contrario si verifica la decadenza del bollo auto, per cui il contribuente non dovrebbe più corrispondere l’importo mai versato. Nel caso la cartella esattoriale, inviata con raccomandata a.r. al contribuente, venga notificata in termine, entro 60 giorni bisogna corrispondere l'importo dovuto. Il debitore inadempiente andrà incontro a conseguenze come il pignoramento del conto corrente, dello stipendio o della pensione, o un pignoramento mobiliare (una circostanza che non riguarda il patrimonio immobiliare, poiché la casa non è pignorabile per importi di questo tipo).

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Il fermo amministrativo

Un altro scenario al quale vanno incontro gli evasori del bollo auto è il fermo amministrativo del veicolo. Il divieto di circolazione viene notificato al contribuente un preavviso di 30 giorni (arco di tempo in cui viene data la possibilità di attestare che il veicolo è indispensabile per lo svolgimento dell’attività professionale, circostanza che esenta dal provvedimento). Non di rado accade persino che l’automobilista non venga informato dell’iscrizione del fermo amministrativo dell’auto al Pra, non essondovi un obbligo di comunicazione al proprietario del mezzo. In tal caso si corre il rischio di circolare con un mezzo che non potrebbe farlo, andando incontro a conseguenze anche serie, come sanzioni amministrative (le multe vanno da 770 a 3.086 € e nei casi più gravi è prevista la confisca del mezzo) o addirittura un procedimento penale per violazione degli obblighi di custodia del veicolo sottoposto a fermo amministrativo. Chi non paga il bollo per più di tre anni consecutivi, inoltre, rischia la cancellazione del veicolo dagli archivi del Pra. In questo caso il veicolo non può più circolare a meno che non venga nuovamente immatricolato. Se si continua a circolare con un veicolo dopo la cancellazione dal Pra, oltre al sequestro del veicolo, si rischiano anche multe dai 419 ai 1682 euro e la confisca definitiva dello stesso. 

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