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Domenica, 16 Gennaio 2022
L'operazione scoiattolo

La telefonata di Berlusconi per il Quirinale: "Con Draghi effetti a catena"

Silvio Berlusconi è atteso a Roma per il vertice del centrodestra e per gestire in prima persona la partita dell'elezione del prossimo presidente della repubblica

Silvio Berlusconi in queste ore sta chiamando i parlamentari per annunciare che domani 11 gennaio sarà a Roma, a Villa Grande, per seguire da vicino sviluppi sull'elezione del prossimo presidente della Repubblica. La partita del Quirinale a meno di due settimane dalla prima convocazione dei grandi elettori entra quindi nel vivo.

Come si apprendere da fonti di Forza Italia Berlusconi avrebbe una chiara idea di come andrà la partita del Quirinale, o meglio, non tanto del risultato ma sul fatto che le ambizioni di Draghi di approdare al colle più alto si fermino a una lucida constatazione di realpolitik: "Molti non sembrano intenzionati a votare Draghi perché la sua elezione si tradurrebbe inevitabilmente in elezioni anticipate". I parlamentari di Forza Italia si sentirebbero infatti svincolata dal sostenere il governo senza Draghi a Palazzo Chigi, e, nel caso, gli azzurri uscirebbero dalla maggioranza".

Berlusconi al Quirinale? L'operazione scoiattolo

"Io sono il fondatore del centrodestra e questo deve pur contare qualcosa... Sono sicuro che Salvini e Meloni faranno la loro parte". Questo il contenuto delle comunicazioni che Silvio Berlusconi avrebbe avuto con i parlamentari azzurri. In gioco vi sarebbe il futuro della coalizione e la sopravvivenza dei partiti che lo compongono di fronte a uno scenario sempre più imprevedibile e incerto. L'ex premier sa che l'insidia peggiore resta il 'fuoco amico', ma, almeno secondo quanto riferito da chi lo ha sentito in questi giorni, questo non lo preoccuperebbe più di tanto. O meglio, crede che gli alleati non gli faranno un brutto scherzo, innanzitutto perché si ritorcerebbe loro contro.

In ogni caso, meglio attrezzarsi al meglio per stanare i vari franchi tiratori, pronti ad annidarsi proprio nel centrodestra. Per questo, riferiscono, Berlusconi avrebbe accolto il suggerimento arrivato da alcuni azzurri incontrati ad Arcore durante le feste natalizie di 'marcare' i voti, ovvero di ricorrere al vecchio sistema democristiano attraverso la combinazione di nome, cognome e titolo. Mi sembra una buona idea, avrebbe detto il leader forzista, sempre più attivo nella caccia di possibili suoi 'grandi elettori'.ù

Nel corso del quotidiano scouting quirinalizio, a vari parlamentari sentiti al telefono, raccontano, Berlusconi avrebbe detto di avere sulla carta i numeri per spuntarla alla quarta votazione, perché può contare su un 'pacchetto' decisivo di voti fuori dal perimetro della coalizione, ovvero nei gruppi misti e tra le fila dei 5 stelle (non solo tra gli ex pentastellati) grazie all'operazione scoiattolo rilanciata in queste settimane. Ovvero la caccia uno ad uno dei 505 voti che gli consentirebbero di ottenere la maggioranza assoluta necessaria per salire al Quirinale dalla quarta votazione in poi.

Berlusconi inoltre guarderebbe con fiducia anche a sinistra, specialmente in casa dei renziani. Secondo lui, la porta non è chiusa, anzi. Non a caso, anche oggi Antonio Tajani, coordinatore nazionale azzurro, ha 'aperto' al leader di Iv: ''Non credo che ci siano pregiudizi negativi da parte di Renzi nei confronti di Berlusconi. Ritengo che se la candidatura di Berlusconi trovasse consenso anche nella grande parte del gruppo misto, potrebbe anche trovare consenso da parte di Renzi...''.

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