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Sabato, 2 Marzo 2024
Politica

Bilderberg 2013: cosa ci fa Lilli tra i 'massoni' che si spartiscono il mondo?

Sorpresa nel vedere la giornalista de La 7 tra i partecipanti alla riunione del club di 'lobbisti' più potente del mondo. E la mente corre all'intervista all'ex premier Mario Monti...

Venti gennaio 2012, Lilli Gruber, dal suo salotto di ‘Otto e mezzo’, su La7: “Posso chiederle se lei è un massone?” Dall’altra parte del tavolo, l’allora presidente del consiglio, il professor Mario Monti: “Confesso di non sapere bene cosa sia la massoneria. So certamente di non essere massone e non saprei neanche come valutare o come accorgermi di un massone. E’ una cosa che per una persona abbastanza banale e concreta risulta un po’ evanescente”.

Nel gennaio del 2012, uno dei volti più noti del giornalismo italiano scoccò al Prof, fresco premier da circa un mesetto, la domanda più cattiva verso i titoli di cosa della trasmissione. Ma perché proprio l’interrogazione sulla massoneria? Per una ragione che sta tutta dentro ad una parola magica: Bilderberg. Un nome che da sempre, almeno dal 1954, fa da calamita è ispirato ed è fermo credente dalla filosofia del complotto. Allora per la prima volta a Oosterbeek, in Olanda, i potenti del globo si riunirono in gran segreto per parlare delle sorti della Terra. Politici, uomini dell’alta finanza, banchieri, giornalisti. Pochi ma buoni; anzi pochi ma potentissimi.

MISTERO E COMPLOTTO – Da quei giorni olandesi è partita la leggenda intrisa di mistero. Ufficialmente al Bilderberg si è sempre parlato tra amici di politica economica e sociale, relazioni internazionali, energia, democrazia e, ai giorni nostri, anche di austerity, cyber sicurezza, e un bel po’ dei titoli che riempiono quotidianamente i titoli dei giornali. Ufficiosamente, per chi ha sempre dipinto il vertice come il più grande inganno dal dopo guerra ad oggi (teorizzando questa sorta di golpe silenzioso: ‘Il Nuovo ordine Mondiale’), in quelle riunioni, con cadenza annuale, si è deciso le sorti del pianeta. Una manciata di burattinai a tirare le fila del mondo, di tutto il resto del mondo. Nel bel mezzo della faccenda, tra ufficiale e ufficioso, si è sempre ripresentato un elemento che, a fianco dei nomi di indiscusso peso specifico, ha alimentato più di un sospetto: la massima segretezza. Non si è mai saputo cosa sia venuto fuori da questi colloqui visto che gli incontri da sempre si sono svolti in luoghi letteralmente blindati al resto dei comuni terreni.

MONTI – Mario Monti fa parte dell’ambito club, (tra cui ne hanno fatto parte in ordine sparso, Margareth Thatcher a Tony Blair, il potentissimo ex ministro del Tesoro americano Timothy Geithner, Henry Kissinger, Colin Powell, Bill Clinton, i presidenti della BCE Jean-Claude Tichet, Wim Duisenberg e Mario Draghi, il presidente della Federal Reserve americana Paul Volcker , il presidente della Commissione Trilaterale Peter Sutherland, e tanti altri compreso De Gasperi, Romano Prodi, Giovanni e Umberto Agnelli, Angela Merkel, Georges Pompidou, Juan Manuel Barroso, Pedro Solbes e Javier Solana), dal lontano 1983, quando la réunion si tenne a Montebello, in Quebec.

MONTI E IL BILDERBERG: "MAGARI QUALCHE POLITICO CI ANDASSE"

MASSONE? – È per questa assonanza ventennale che su Google, digitando il nome del Prof, tra i primi quattro suggerimenti automatici, compare la dicitura ‘massone’. Ed è per questo che Lilli Gruber provò a tastare il territorio. All’epoca l’ex commissario europeo, face lo ‘gnorri’. Eluse la domanda, mettendo in pratica, senza farne menzione, un assioma: Bilderberg non sono assimilabili. Altra cosa se gli fosse stata posta una domanda diretta sul vertice. Allora Monti avrebbe risposto come è successo durante l’ultima campagna elettorale: “Magari qualche politico italiano ci andasse! Ci aiuterebbe ad uscire da un isolamento politico e culturale italiano”. Sottolineando in questo tuttavia la portata dell’evento. Come dire, altro che G8 o G20.

IL CLUB BILDERBERG MADE IN ITALY | CHI SONO

GRUBER – Tutto bene se non fosse che tre mesi dopo quell’intervista, nell’aprile del 2012, la stessa Gruber, per la prima volta è stata invitata a partecipare al Bilderberg 2012 a Chantilly in Virginia, USA. ‘Tagliando’ che ha strappato anche quest’anno. La giornalista che al Tg1 ha inventato il tre-quarti, dal 6 al 9 giugno farà i bagagli e raggiungerà il The Grove, un hotel faraonico con Spa e golf a 18 buche in Gran Bretagna. Precisamente a Watford, nell’Hertfordshire, a due passi Londra. Con lei altre quattro italiani, (tra Franco Bernabè, presidente della Telecom; Enrico Tommaso Cucchiani, di Intesa Sanpaolo; Alberto Nagel di Mediobanca; Gianfelice Rocca, presidente di Techint Group). E lo stesso Mario Monti, a cui un anno e mezzo fa chiese se fosse massone. Domanda che oggi, seguendo questa logica, non sarebbe male porre alla giornalista.

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