Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Politica

Chi era Anna Frank, simbolo delle vittime innocenti della Shoah

La ragazzina ebrea, che per due anni visse in clandestinità insieme alla sua famiglia per sfuggire ai nazisti, è diventata per tutti un simbolo contro gli orrori del nazismo. Ecco la sua storia

E' divenuta per tutti il simbolo delle vittime innocenti della Shoah, ma non tutti sanno la sua storia. Anna Frank era una ragazzina ebrea, morta nel campo di concentramento di Bergen Belsen, in Germania, nel 1945.

Anna nacque a Francoforte il 12 giugno 1929, dove rimase fino al 1933, quando la sua famiglia si trasferì ad Amsterdam dopo l'emanazione delle leggi razziali. Dal luglio del 1942, per sfuggire ai nazisti, visse in clandestinità in un nascondiglio segreto fino al 1944, quando venne scoperta ed arrestata. Dopo essere stata trasportata nei lager di Auschwitz e di Bergen Belsen, Anna Frank morì nel marzo del 1945 di tifo. A rendere celebre la sua vita è stato il famoso “Diario di Anna Frank”, scritto durante il periodo in cui viveva in clandestinità e pubblicato molti anni dopo dal padre, unico superstite di tutta la famiglia. 

Il nascondiglio

Già dal 1941 Otto Frank, padre di Anna, si era messo alla ricerca di un luogo sicuro in cui nascondere le numerose famiglie ebree, che venivano prelevate con la forza e spedite nei campi di concentramento, per poi sparire nel nulla. Nel luglio del 1942 una lettera disturbò la condizione già precaria della famiglia Franck: nella missiva la figlia Margot veniva convocata per un lavoro ad Est. In quel momento i Frank capirono che non c'era più tempo da perdere e si trasferì nel rifugio individuato da papà Otto, un appartamento proprio sopra gli uffici della ditta in cui lavorava, nella Prinsengracht 263, il cui ingresso era nascosto da uno scaffale girevole, contenente alcuni schedari. Dal 5 luglio del 1942 molte famiglie ebree vissero in quell'alloggio lontano dagli occhi di tutti, senza mai poter vedere la luce del sole per via delle finestre oscurate.  

L'arresto e la morte

Il 4 agosto del 1944 la polizia tedesca scoprì il nascondiglio segreto e fece irruzione, arrestando tutte le persone che vi si erano nascoste. L'8 agosto la famiglia Frank venne trasferita nel campo di Westerbork, nella regione della Drente (Olanda), prima di essere messa su un convoglio per Auschwitz. Il 28 ottobre dello stesso anno le sorelle Margot ed Anna furono trasferite nel campo di concentramento di Bergen Belsen, dove, nel febbraio 1945 contrassero il tifo, che causò la loro morte nel marzo del '45.

Il famoso diario

Come detto in precedenza, nel periodo di clandestinità Anna scrisse un diario in cui annotava tutti i tragici fatti avvenuti in quei due anni. Le vicissitudini due famiglie costrette a vivere in un luogo angusto e privo di luce, con il costante terrore di essere scoperti e prelevati dai nazisti.

L'ultima pagina scritta da Anna risale all'1 agosto del 1944, qualche giorno prima dell'arresto. Il diario, rimasto nell'alloggio segreto fino al termine della Seconda guerra mondiale, fu riconsegnato al padre, che poi lo pubblicò per la prima volta nel 1947 con  il titolo 'Het Achterhuis'', cioè ''Il Retrocasa''. Da quel momento ne sono state venduta circa 30 milioni di copie e il libro è stato tradotto in 55 lingue differenti. 

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