Martedì, 19 Ottobre 2021
Politica

Vecchi ponti e nuove autostrade: "Serve un piano di manutenzione"

Da una parte nuove infrastrutture che spuntano in ogni regione. Dall'altra la totale assenza di interventi minori e locali. Esplode la rabbia dei sindacati edili: "Nessuna opera è perenne, nessuna opera va abbandonata"

Sette cedimenti di ponti e viadotti in tre anni. Sei morti e 14 feriti. E lavori di manutenzione si sono dimezzati negli ultimi 10 anni. Per i sindacati degli edili Feneal Uil, Filca Cisl, e Fillea Cgil della Lombardia, che sollecitano una maggiore attenzione del governo e della Regione Lombardia per la manutenzione delle infrastrutture, "nessuna opera è perenne, per questa ragione nessuna opera può essere abbandonata" Quindi la denuncia. Dura. Chiara. E le cause dell'Italia "che crolla" elencate una dietro l'altra.

Errori di progettazione, l’indefinita catena dei sub-appalti, la sicurezza sul lavoro vissuta come costo e non investimento, il ridimensionamento professionale delle società che progettano e realizzano le opere viarie. 

I segretari generali delle Federazioni lombarde di settore Uil, Cisl e Cgil sottolineano i "rilevanti ricavi tariffari" e che "il settore è caratterizzato da una elevata e stabile redditività operativa con margini operativi che nel 2012 non sono mai risultati inferiori al 20% per tutti i concessionari, e in alcuni casi prossimi al 60%, ed un utile operativo anch’esso mediamente pari al 20%, con concessionari che presentano una redditività assai elevata (superiore al 40%)". Risultato: "Le grandi opere come Tangenziale Esterna Milanese A58, Pedelombarda, Brebemi A35, non bastano". 

Servono "interventi minori locali necessari a migliorare la viabilità giornaliera del trasposto pubblico locale". Per questo, sono urgenti "piani regionali che sottoponga queste opere a manutenzione periodica partendo dalla professionalità e dall’esperienza delle lavoratrici e dei lavoratori edili" e "una norma fiscale che imponga una quota di fatturato delle società concessionarie investita annualmente della manutenzione delle opere viarie". 

La messa in sicurezza del territorio – concludono i tre sindacati – oltre a prevedere interventi idraulico-forestali, interventi antisismici e la salvaguardia degli edifici pubblici indispensabili (ospedali, scuole, ecc.) passa attraverso una viabilità sicura su gomma e su ferro.

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