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Sabato, 26 Novembre 2022
Il post (polemico)

Beppe Grillo e l'idea di formare le "Brigate di cittadinanza"

Il garante del M5s torna sul tema dei lavori socialmente utili e chiama a rapporto i beneficiari del reddito, definiti ironicamente "brigatisti di cittadinanza". Chi sono? "Cittadini volenterosi" di offrire le proprie competenze alla comunità nonostante "qualcuno voglia impedirglielo"

Beppe Grillo chiama "a rapporto" le "Brigate di cittadinanza". In un post condiviso sul suo blog il fondatore dei 5 Stelle torna sul tema dei lavori socialmente utili che i beneficiari di Rdc sarebbero tenuti a svolgere, una misura messa nero su bianco dal M5s, e che però nei fatti non è mai decollata. Colpa, secondo i 5 Stelle, delle resistenze di molti amministratori locali. "Oggi, i percettori del reddito di cittadinanza sono circa 3 milioni - scrive Grillo -, molti dei quali con competenze che vorrebbero mettere a disposizione della comunità. E infatti sarebbe anche previsto che lo possano fare ma 'qualcuno' - sottolinea il garante del Movimento - preferisce impedirglielo, creando ostacoli burocratici per renderlo irregolare, se non illegale, perché è più comodo usarli come carne da cannone per fare la guerra ai poveri".

Per questo, si legge nel post, "chiamo a rapporto le Brigate di Cittadinanza, cittadini volenterosi che vogliano offrire il loro operato 'illegalmente' per aiutare la comunità in cui vivono, con lavori e opere di bene nel proprio quartiere o nel proprio paese, perché servire la comunità è un dovere ma anche e soprattutto un diritto di ognuno. Cittadini che si possano sentire liberi di poter riparare una panchina dismessa, ripristinare un giardino abbandonato, costruire giochi per i bimbi, mettersi a disposizione per il prossimo". "Brigatisti di Cittadinanza, abbiamo bisogno di voi! Abbiamo bisogno della vostra abilità e della vostra partecipazione!", aggiunge Grillo. Che poi chiude con una chiosa polemica: "L'iniziativa delle Brigate di Cittadinanza giova gravemente alla Comunità. Autorizzazione Ministeriale Non Richiesta". 

Come potrebbe cambiare il reddito di cittadinanza

Se il M5s rilancia i lavori socialmente utili, il centrodestra pensa invece già alle modifiche da apportare alla misurata varata dal governo Conte I che potrebbe subire un restyling già nella prima manovra del nuovo esecutivo. L'idea che si fa spazio, almeno secondo le indiscrezioni, è quella di togliere il reddito di cittadinanza già al primo rifiuto di un'offerta di lavoro. L'obiettivo a lungo termine però resta quello di ritoccare la platea dei beneficiari: come hanno ripetuto a più riprese sia Salvini che Meloni in campagna elettorale, dal beneficio resterebbero esclusi tutti coloro che possono lavorare, fatta eccezione (probabilmente) per i percettori con più di 60 anni. Questi ultimi dunque dovrebbero continuare a ricevere il sussidio, al pari di chi non è "abile al lavoro" (o perché disabile o per una situazione familiare non compatibile con un impiego). 

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