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Lunedì, 27 Maggio 2024
La proposta

Conte: "Meloni potrebbe trattare la pace tra Israele e Palestina, nonostante i suoi errori in Europa"

L'intervista a Today.it: il presidente del Movimento 5 stelle spiega la sua posizione sulla guerra e rilancia la sfida a Elly Schlein. "Hamas ha attaccato, ma Israele non può rispondere violando il diritto internazionale"

Il presidente del Movimento 5 Stelle invita il Partito democratico ad abbandonare la “strategia dell’escalation” in politica estera, ribadisce il suo sostegno a Israele non senza qualche “ma” e alla fine rilancia Giorgia Meloni come la figura politica credibile che può rappresentare l’Italia a un tavolo di pace fra Israele e la Palestina. Lo fa in una lunga intervista direttamente con Today.it.

Senta presidente, Andrea Orlando, dalla festa dei Dems a Rimini, ha detto che, cito testualmente, "il governo Conte è nato quando il M5s ha votato la Von der Leyen. L'europeizzazione del M5s è stata la condizione attraverso la quale si è arrivati a un governo politico e dobbiamo ripartire da lì. La coalizione deve essere la coalizione del Pnrr". Ha ragione Orlando? L’alleanza col Pd può nascere da lì?
"Credo che sia ingiusta questa valutazione perché, già nella campagna elettorale del 2018, il Movimento 5 stelle compì la svolta europeista e disse con grande coraggio "No euro", nonostante al proprio interno ci fossero delle componenti critiche verso il sistema dell’euro. Da lì direi che si è realizzata la vera svolta europeista. Quella dell’insediamento della Commissione Von der Leyen è stato un passaggio significativo. Lì il Movimento 5 stelle, con me presidente del Consiglio, ha cominciato a incidere nelle politiche europee".

Quindi si potrebbe pensare a un’alleanza Pd-M5s nel nome dell’obiettivo massimo del Pnrr? E in chiave antigoverno perché Orlando sostiene che Meloni vada in direzione opposta.
"Il Pnrr non è un programma del governo, è il programma dell’Italia intera, che noi abbiamo iniziato ad abbozzare e Draghi ha completato. È stato presentato in Europa grazie alla capacità di mettere a fondo tutte le nostre risorse, anche politiche, e dare una prospettiva all’Europa intera. Quei 209 miliardi il governo li sta sprecando".

Quindi Orlando ha ragione? L’alleanza Pd-M5s riparta dal Pnrr?
"
Sul Pnrr dovremmo combattere una battaglia ma non solo col Pd, con tutta l’Italia e tutti i cittadini che hanno a cuore il futuro del nostro Paese".

Salario minimo. Lei ha accusato il governo di fare melina con la complicità del Cnel. E quindi che si fa?
"Adesso si torna a discutere in Parlamento. Mi spiace che hanno già detto che ci vogliono rimandare dall’Aula alla commissione per prendere ancora più tempo e mi dispiace anche che, per l’aria che tira, non vorranno tenere conto delle firme degli italiani. Sono firme pesanti".

Quindi battaglia in aula?
"Assolutamente e non daremo tregua al governo che deve assumersi la propria responsabilità".

Lei ha citato le firme della petizione. Quante firme avete raccolto oggi?
"Abbiamo quelle cartacee che abbiamo raccolto in tutta Italia e non le posso fare un numero e quelle telematiche sono arrivate a qualche centinaio di migliaia".

Alla festa de Il Foglio, sulla guerra fra Israele e Palestina lei è stato chiaro: Israele è stato attaccato e ha diritto a difendersi, però ha detto anche che, se Israele dovesse violare il diritto internazionale, allora voi sarete lì a criticarli. In quel caso il vostro motto diventerebbe "Né con Israele né con Hamas"?
"Qualche commentatore vorrebbe far credere che si possa riconoscere a Israele, come a chiunque altro, la possibilità di sospendere e derogare al diritto internazionale e umanitario. Poi però non si può chiedere agli altri di rispettarlo. Quindi Hamas ha compiuto un’atroce ed efferato attacco a danno anche di civili, bambini e persone inermi. Ma non si può rispondere con una reazione che vada a colpire, con bombardamenti o rastrellamenti, la popolazione civile palestinese".

Quindi Israele è la vittima dell’attacco di un gruppo terrorista ma non vale tutto.
"Il diritto internazionale umanitario non può mai essere sospeso. Dobbiamo chiedere a Israele e seguire questa vicenda cercando sempre di indirizzare questo conflitto a una prospettiva e la pace e la sicurezza possono derivare solo dal dialogo".

Quindi per lei a un certo punto, anche qui, ci dovrà essere la via diplomatica e un tavolo di accordi di pace.
"Assolutamente sì e su questo mi permetta di dire: l’Unione Europea deve cogliere questa occasione per essere protagonista. Non è riuscita a coglierla per il conflitto russo-ucraino. Non possiamo permetterci che anche in questo quadrante mediorientale l’Ue sia non pervenuta".

Lei chi vedrebbe come persona in grado di trattare fra Israele e Palestina?
"Ma guardi, uno auspicherebbe che il rappresentante del governo italiano, il premier di turno, possa essere in prima linea per questa capacità di dialogo e di confronto".

Sta dicendo che la premier Meloni è la persona giusta per trattare la pace nel conflitto israelo-palestinese?
"Assolutamente sì, nonostante abbia dimostrato di non riuscire a muoversi con la chiarezza e la credibilità richiesta perché, in Europa, non puoi accarezzare gli amici polacchi e ungheresi e poi pensare di prendere in giro gli amici francesi e tedeschi. Nello stesso tempo non puoi andare in Tunisia con quella goffaggine e farti sbattere la porta in faccia dal presidente Saïed, che deve tutelare la dignità del suo popolo".

Ci spiega cos’è questo elmetto che Elly Schlein dovrebbe togliersi?
"Mi riferivo al fatto che il Pd, durante il conflitto russo-ucraino, ha scelto una linea che è stata poi quella portata avanti dalla Meloni: sostenere assolutamente la strategia militare e pensare che la soluzione possa essere affidata solo allo scontro e all’escalation militare. Così non sta avvenendo, è una strategia politica sbagliata. Quella giusta dovrebbe premiare il confronto e il dialogo politico. Lo abbiamo sempre detto e non siamo mai stati seguiti per cui il mio invito a Elly Schlein, lei che sta cercando di cambiare su alcuni punti l’indirizzo che il Pd aveva in passato, di riuscire su questo fronte a segnare una svolta".

Di recente la Commissione europea ha prodotto un documento in cui si legge come in Italia la crescita rallenta rispetto all’anno scorso e che il rischio è una lunga stagnazione per tutta la legislatura. Va bene il salario minimo ma qui c’è da rilanciare l’economia. Non dovrebbe essere una priorità anche tagliare le tasse per esempio?
"Il governo non è in condizione di tagliare le tasse. Questo sarà l’ennesimo governo che ha annunciato il taglio delle tasse in tv senza poi realizzarlo. Basta guardare la manovra che si accinge a fare e la scorsa manovra di bilancio per capire che questo governo ha rinunciato deliberatamente a mettere sul piatto una misura per sostenere la crescita".

E cosa avete fatto voi per ridare impulso all’economia?
"Noi abbiamo messo sul piatto Superbonus e transizione 4.0 che hanno creato 100 miliardi in più nel biennio 2021-2022. Quest’anno abbiamo 25 miliardi".

Ha sentito per telefono il presidente della comunità ebraica Meghnagi?
"Non ancora".

Lo sentirà?
"Sono assolutamente disponibile al confronto e al dialogo. Per noi ci mancherebbe. Quando diciamo che coltiviamo il confronto, che col dialogo si riescono a ottenere risultati, ci mancherebbe che, a questo livello, tra due persone non ci sia dialogo".

Quindi nessun rancore?
"Ma io non sono rancoroso. Lì si è trattato di un grave oltraggio perché dare a me e al Movimento 5 stelle la macchia di “antisemita” è così menzoniera e oltraggiosa, per la prima volta io ho dovuto dichiarare che l’avrei querelato".

Lei è stato presidente del Consiglio nel periodo buio del Covid. C’è qualche scelta che prenderebbe in modo diverso se tornasse indietro?
"Mi sono interrogato molto su questo ma tutte le decisioni prese, le abbiamo prese con la massima ponderazione, ascoltando tutti gli interessati in campo e ascoltando tutte le autorità istituzionali a vari livelli. Insomma, con tutta la volontà di autocritica, non mi sento di rivedere una misura di quel periodo".

Lei è molto social, ha un tiktoker o un influencer preferito?
"Ma no, non ho tempo per seguire gli altri. Ma non è spocchia, è che non ho proprio tempo perché gli impegni sono pressanti".

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