Giovedì, 17 Giugno 2021
MILANO

Milano, a processo il "sistema bancario". Il pm: "Truffato il popolo italiano"

Il pm Robledo ha chiesto la condanna di quattro istituti di credito: Deutsche Bank, Ubs, Depfa e Jp Morgan. Al centro, la "truffa sui derivati" nei confronti del Comune. "Le banche hanno raggirato l'amministrazione e aggredito la comunità".

Pena pecuniaria di un milione e mezzo di euro e confisca di 72 milioni di euro come profitto proveniente da una truffa nei confronti del Comune di Milano. E' questa la richiesta del procuratore aggiunto Alfredo Robledo nei confronti di quattro istituti di credito: Deutsche Bank, Ubs, Depfa e Jp Morgan.

Durissime le parole del pm: "Le banche hanno raggirato il Comune di Milano". E ancora: l'operazione con i derivati effettuata dalle quattro banche estere ai danni del Comune di Milano "è stata un'aggressione alla comunità". Il rappresentante dell'accusa ha sostenuto che i funzionari imputati nel processo hanno agito sulla base di "direttive precise, puntuali, direi quotidiane" impartite dalle banche, il cui comportamento "è stato improntato a una opacità assoluta".

L'inchiesta - Il processo, giunto alla richieste di condanna da parte della Procura di Milano dopo circa 90 udienze, è iniziato nel maggio del 2010 ed è il frutto di un'indagine nata nel 2008 che ha avuto al centro uno "swap triennale" del 2005 tra il Comune di Milano e le quattro banche su un "bullet bond" da 1,68 miliardi di euro con scadenza 2035.

Secondo la procura, le banche hanno ottenuto da questa operazione un "profitto illecito" per circa 100 milioni di euro.

Lo swap, nella finanza, appartiene alla categoria degli strumenti derivati, e consiste nello scambio di flussi di cassa tra due controparti. E' uno dei più moderni strumenti di finanziamento delle imprese, ma ormai anche degli enti pubblici.

Si presenta come un contratto nominato (ma atipico in quanto privo di disciplina legislativa), a termine, consensuale, oneroso e aleatorio.

Il sistema dei derivati - Per esempio, un soggetto A può acquistare un'obbligazione a tasso variabile e corrispondere gli interessi che percepisce a un soggetto B. B, a sua volta, acquista un bond a tasso fisso, percepisce gli interessi variabili di A e gli gira gli interessi a tasso fisso. Questa struttura (chiamata IRS, cioè interest rate swap) può essere utile per immunizzarsi da fluttuazioni di mercato o gestire fondi comuni (con la strategia CPPI). Nell'accordo di swap vengono stabilite le date in cui i pagamenti verranno effettuati e il modo in cui saranno calcolati.

Richieste di condanna - Alfredo Robledo, al termine della sua requisitoria, ha chiesto la condanna di quattro banche, e cioe' Gp Morgan, Deutsche Bank, la filiale londinese di Ubs e la filiale di Dublino di Depfa Bank ad una pena pecuniaria pari ad 1 mln e mezzo ciascuna oltre alla confisca di 72 mln come profitto dei reati contestati. Per le 4 banche, inoltre, l'accusa ha chiesto l'interdizione per un anno a contrarre con la pubblica amministrazione.

Nove condanne e quattro assoluzioni sono state invece chieste per le tredici persone fisiche imputate.

L'assoluzione con la vecchia formula dell'insufficienza delle prove è stata sollecitata per Giorgio Porta, ex city manager di Palazzo Marino; Mario Mauri, ex consulente del Comune; Simone Rondelli e Francesco Rossi Ferrini, entrambi all'epoca dei fatti funzionari di Jp Morgan.

Condanna a 12 mesi e mille euro di multa è stata chiesta per Antonio Creanza (Jp Morgan), Marco Santarcangelo (Depfa) e William Marrone (Depfa).  Undici mesi e novecento euro di multa sono stati sollecitati per Carlo Arosio e Tommaso Zibordi (entrambi Deutsche Bank), mentre dieci mesi e 800 euro sono stati chiesti per due ex funzionari di Ubs, Gaetano Bassolino e Matteo Stassano. Infine, otto mesi e settecento euro di multa per Fulvio Molvetti (Jp Morgan) e sei mesi e seicento euro per Alessandro Foti (Ubs).

La requisitoria - ''In questo Paese ci si affida solo alle banche'' per le operazioni degli enti pubblici legate ai derivati e ''questa è una situazione anomala dell'Italia'' . Lo ha detto in aula il procuratore aggiunto Alfredo Robledo durante la sua requisitoria al processo per la truffa sui derivati al Comune di Milano. Robledo ha osservato che in tutta Italia ci sono oltre 500 operazioni aperte di questo genere ma ''sfido a trovare un solo ente che abbia nominato un consulente esterno. Nessuno lo ha fatto ha aggiunto - perchè in questo paese ci si affida alle banche''. Inoltre il Procuratore ha voluto sottolineare come il ''valore della trasparenza è fondamentale in questo tipo di operazioni'. Trasparenza che deve diventare un ''valore giuridico''.

Le difese - JpMorgan accoglie "con rispetto le richieste del pubblico ministero nei confronti della banca e dei suoi esponenti, tanto quelle di assoluzione di Francesco Rossi Ferrini e Simone Rondelli, quanto quelle di condanna". Così in una nota il gruppo bancario Usa commenta le richieste della procura di Milano nel processo per truffa ai danni di Palazzo Marino, relativo al caso derivati, che vede imputato l'istituto per legge 231/2001 sulla responsabilità amministrativa degli enti. Il gruppo si dice convinto, inoltre, "che tutti i nostri dipendenti e la banca abbiano agito con professionalita' e in maniera del tutto appropriata nel contesto delle operazioni con il Comune di Milano, e confidiamo in un sereno giudizio da parte della Corte".

Per la banca svizzera Ubs "i fatti presentati al processo dimostrano l'assenza di collusione tra le banche e il Comune di Milano, nessuna frode da parte di alcun individuo impiegato presso Ubs e nessun danno per il Comune di Milano".

Lannutti (Idv): "Accusa chiara alle banche" - ''Quello della procura di Milano è un atto di accusa chiaro e durissimo nei confronti del sistema bancario per l'abuso criminale che ha fatto dei derivati, vere e proprie armi di distruzione di massa delle democrazie e della sovranità popolare. Siamo accanto ai magistrati perchè siano accertate tutte le responsabilità di una vicenda gravissima''. Lo afferma il senatore Elio Lannutti, capogruppo dell'Italia dei Valori in commissione Finanze, che sui contratti sui derivati stipulati da diversi enti locali ha presentato più di un'interrogazione.


''Sta emergendo in tutta la sua evidenza - aggiunge - la gigantesca truffa perpetrata da alcune banche a danno di quasi 500 enti locali, tra cui il Comune di Milano, nel silenzio e nell'immobilismo, quando non nella complicità, di chi avrebbe dovuto vigilare. Come ha sottolineato nella sua requisitoria il procuratore Robledo, da parte delle banche c'è stata un'aggressione alla comunità, ossia ai cittadini, che alla fine sono chiamati a pagare il conto dell'inganno delle banche e della sconsideratezza dei loro amministratori. Ora è fondamentale che i colpevoli paghino - conclude Lannutti - ma è necessario anche che il governo intervenga con opportune contromisure per impedire che questa vergogna si possa ripetere in futuro''.

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