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Lunedì, 24 Giugno 2024
Termini Imerese / Palermo

Termini Imerese, operai ex Fiat occupano le banche, le mogli scrivono al Papa

Protesta delle tute blu contro Unicredit e Intesa. Il motivo: erogare il finanziamento necessario al patròn di Dr Motor per subentrare al Lingotto e riavviare la produzione di auto. Intanto le donne di Termini chiedono aiuto al Santo Padre

"Termini Imerese è una terra abbandonata da tutti". Inizia così la lettera che le donne del comune siciliano che viveva solo del lavoro della fabbrica Fiat hanno scritto al Papa.

La lettera al Papa - Il 31 dicembre 2011 lo stabilimento ha chiuso i cancelli "perchè" scrivono le donne "i profitti derivanti da questo stabilimento non sono così proficui da fare restare in attività la fabbrica, questo secondo il pensiero della società Fiat". Ma la verità, denunciano le donne di Termini Imerese, "è un'altra. Questo grande colosso preferisce investire in altre zone fuori dall'Italia dove il costo della manodopera è inferiore". 

La protesta contro le banche - E mentre le donne di Termini Imerese leggevano il testo della lettera alla stampa accorsa davanti la sede del Comune, in piazza Duomo, 'gli uomini' si organizzavano per una nuova protesta: occupare simbolicamente le filiali delle banche Unicredit e Intesa San Paolo. I motivi? Anche questi, riportati nella lettera al Papa: "Il nostro governo si è preso l'impegno di riconvertire lo stabilimento ed è stato siglato un accordo (con la Dr Motors, ndr), ad oggi gli impegni assunti non sono stati mantenuti quindi non sappiamo cosa succederà".

La situazione, infatti, è la seguente e vede al centro proprio gli istituti bancari. Le banche, in primis - secondo fonti istituzionali - proprio Unicredit - sarebbero restie a concedere il finanziamento necessario a Massimo Di Risio, imprenditore molisano proprietario della Dr Motor, per prendere posto nell'ormai ex stabilimento Fiat e avviare la produzione reinserendo gradualmente gli operai ex Fiat.

Per questo le tute blu hanno prima 'assaltato' pacificamente la filiale di Unicredit, quindi occupato gli uffici di Intesa San Paolo. "Il prossimo obiettivo" hanno spiegato i lavoratori "sarà la sede di Termini di Monte Paschi Siena", la terza banca 'colpevole' di non erogare il finanziamento."Le proteste di oggi" ha spiegato Roberto Mastrosimone della Fiom Palermo "sono iniziative simboliche per sensibilizzare le istituzioni a trovare una soluzione immediata per 2.200 operai. E un monito al sistema bancario a mostrarsi meno rigido".

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