Giovedì, 3 Dicembre 2020

Le possibili zone rosse in Toscana

Il presidente della Regione Giani dice che sta parlando con i comuni della possibilità di proclamare aree off limits per l'emergenza coronavirus. Poi chiede di revocare l'autonomia scolastica

"Io darò la disponibilità ai Comuni di ragionare insieme su eventuali zone rosse locali'': il presidente della Toscana, Eugenio Giani, parlando a margine della presentazione della nuova Giunta, ha cominciato a essere possibilista sull'ipotesi di chiudere alcuni territori della sua regione.

Le possibili zone rosse in Toscana

"Ho parlato con i ministri Boccia e Speranza sulla possibilità di utilizzare il Dcpm per fare interventi mirati. In questa fase gli interventi sono più dei Comuni, la linea che anch'io do è quella di misure che evitino gli assembramenti, quindi puntuali Comune per Comune. Io darò la disponibilità ai Comuni di ragionare insieme su eventuali zone rosse locali'', ha detto. 

Giani ha anche parlato di un incremento dei posti negli ospedali: "Oggi avremo l'incontro con i direttori generali" delle Asl toscane, "dobbiamo decidere come pianificare l'eventuale aumento delle terapie intensive: se focalizzarle su alcuni o prevedere il sistema per cui in ogni ospedale si crea il reparto Covid". "Ad oggi le terapie intensive occupate sono una settantina - ha aggiunto Giani - su una realtà di 375, che ha un potenziale di 500. Siamo in una situazione assolutamente gestibile, però per la prospettiva, se dobbiamo mettere delle terapie intensive aggiuntive, la scelta dovrà essere di metodo". Intanto oggi in Toscanacrescono i contagi legati al Coronavirus. In base alle prime anticipazioni i casi positivi oggi superano le 1100 unità. 

Poi il governatore ha chiesto di revocare l'autonomia scolastica: "Nelle misure di emergenza del governo, nel Dpcm, sia revocata l'autonomia scolastica in modo da dare la possibilità di avere indicazioni sugli orari di ingresso. Non mi interessa che si gestisca noi, va bene anche se viene gestita dal direttore dell'ufficio scolastico regionale, ma ci deve essere una voce unica". Secondo Giani si tratta di un problema strettamente collegato al nodo dell'affollamento dei mezzi del trasporto pubblico. "L'autonomia scolastica- ricorda- è in vigore. Mentre su tutte le altre materie siamo in legislazione speciale, non vi è la possibilità di fare una politica generale sulla scuola".

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