Domenica, 25 Luglio 2021

Bandiera del Reich in caserma, il carabiniere: "Non sapevo fosse un simbolo neonazista"

Il militare, studente di storia all'università, ha parlato al Corriere della Sera

La bandiera del Reich nella caserma dei carabinieri: frame dal video de Il sito di Firenze

Il Corriere della Sera ha rintracciato e intervistato il carabiniere che ha affisso nella sua camerata nella caserma Baldissera di Firenze una bandiera del secondo Reich.

"L'ho comprata su Internet, sono un appassionato di quel periodo storico, non sapevo che fosse un simbolo dei neonazisti", ha spiegato il militare, reatino classe 1995, tifosissimo della Roma, in ferma volontaria . "Mi sono iscritto alla facoltà di Storia dell’università La Sapienza di Roma e voglio laurearmi lavorando. Quella bandiera per me rappresenta solo un periodo storico al quale mi sono appassionato, niente di più. Chiedo scusa se ho violato i regolamenti", ha detto. 

A fine ottobre 2019 scadrà il periodo di ferma volontaria permanente e, se dovesse essere raggiunto da gravi provvedimenti disciplinari o dovessero essere riconosciute delle violazioni di legge, il sogno del ragazzo di un servizio permanente nell'Arma (una vera e propria assunzione a tempo indeterminato) svanirebbe.

Aggiornamento: carabiniere assolto

Annullata dal comando del Quinto reggimento carabinieri Emilia Romagna la sanzione di tre giorni di consegna semplice per il carabiniere che aveva affisso nella propria camera della caserma Baldissera a Firenze, sede del sesto battaglione Toscana a Firenze, la bandiera della Kaiserliche Marine, risalente al periodo del Secondo Reich. Soddisfazione per l'assoluzione del carabiniere accusato di aver esposto nella propria stanza in una caserma di Firenze una bandiera neonazista viene espressa dal Sap. "La notizia -sottolinea Stefano Paoloni, segretario generale del sindacato autonomo di Polizia- è stata identificata come mero gossip, ovvero scoop giornalistico per vendere". "Restiamo ancora perplessi sull'accaduto - continua Paolini - ci fu il coinvolgimento di un ministro con dichiarazioni pesanti che sono da subito apparse una sentenza, anziché un modo per placare gli animi e fare i dovuti accertamenti per dare il giusto peso specifico all'accaduto". A tal proposito commenta anche Gianni Tonelli, Segretario generale aggiunto: "Le miserie del partito dell'Antipolizia non hanno confini. Soprattutto quando sono fiancheggiate dalle istituzioni".

Fonte: Corriere della Sera →
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