Mercoledì, 21 Aprile 2021

Bea sta male, parte la raccolta fondi ma la famiglia rinuncia: "Dateli a chi ha più bisogno"

"Alle cure di Beatrice penseremo noi familiari", dice il papà della piccola messinese. "È giusto che la vostra benefica offerta vada a chi non può affrontare tragedie umane senza il supporto della solidarietà". La storia su MessinaToday

Come ormai sempre più spesso accade, alla notizia che un membro della comunità è in difficoltà si è messa in modo la macchina della solidarietà. È successo anche a Messina, dopo che una bambina della scuola Cannizzaro Galatti si è ammalata ed è finita in ospedale. Amici e genitori dei compagni della piccola hanno organizzato una raccolta fondi su GoFundMe che in breve ha già ottenuto più quasi 37mila euro sui 50mila di obiettivo. La famiglia della piccola Beatrice, però, ha scritto una lettera aperta per ringraziare quanti si sono mossi per loro ma comunicare al tempo stesso che non intende utilizzare quei soldi. "Alle cure di Beatrice penseremo noi familiari – scrive il papà in una lettera – Spero non intravediate in questa mia rinuncia una forma di orgoglio o sprezzo del vostro meraviglioso gesto, perché la mia rinuncia è soltanto il desiderio di indirizzare al meglio il vostro cuore".

Insospettiti da alcuni sintomi, i genitori della piccola Beatrice avevano iniziato a far fare alla bambina degli accertamenti, dai quali sono erano emerse "una patologia polmonare grave e la presenza di una grossa massa mediastinica". Il sospetto iniziale era che la bimba potesse avere un tumore e al Policlinico universitario di Catania sono state "subito poste in essere tutte le necessarie terapie d'urgenza per la risoluzione dei gravi problemi polmonari che la rendono in imminente pericolo di vita", ha ricordato il papà.

"In questi frangenti ricevo la telefonata della preside della scuola frequentata da Bea, che conosco bene ed è affezionata alla bambina. Le racconto quel poco di cui siamo a conoscenza sino a quel momento, che temono si tratti di un tumore al mediastino, che mi hanno detto che mia figlia è in condizioni gravissime. In quello stesso momento la direttrice mi informa che vogliono fare qualcosa per noi, che pregherà per la salvezza di Bea e che, insieme alle altre maestre e tanti genitori, hanno pensato di aprire una campagna di raccolta fondi in segno di solidarietà. Sono sincero, ho detto che andava bene tutto in quel momento perché senza il mio consenso non avrebbero potuto attivarla. Da quel momento, francamente, non ho più pensato a quella conversazione", racconta ora il papà di Beatrice.

"Qualche giorno dopo, per noi si è aperta una piccola speranza: potrebbe non trattarsi di un rarissimo tumore al mediastino ma di un linfoma, il che lascerebbe aperta la speranza di cure e guarigione", prosegue il racconto del papà di Beatrice. "Mentre scrivo siamo ancora in attesa del risultato del prelievo del midollo e di ulteriori analisi necessarie all'accertamento della diagnosi ma dovrebbe trattarsi di un linfoma di tipo aggressivo ad uno stadio molto avanzato che colpisce le cellule del sistema immunitario e così ci troviamo a sperare e pregare perché la diagnosi sia confermata".

La bambina è stata sottoposta alle prime terapie e mostra già segni di ripresa, dice il papà, che ringrazia tutto lo staff del reparto di oncoematologia pediatrica del Policlinico di Catania e "la buona volontà e l’affettuosa partecipazione della preside della scuola Tommaso Cannizzaro e tutti coloro i quali, sotto qualsiasi forma, ci stanno dimostrando la loro vicinanza e solidarietà. Solo oggi, che siamo più speranzosi, realizzo la incredibile e generosa partecipazione di tantissima gente e di questo vi saremo sempre grati. Ma non abbiatela a male se vi dico che non possiamo accettare tanta generosità".

"È giusto che la vostra benefica offerta vada a chi non può affrontare tragedie umane senza il supporto della solidarietà", scrive il papà, che poi annuncia: "Appena mi sarà possibile, mi informerò per sapere come rimborsare ad ogni singolo partecipante alla raccolta fondi l’importo versato. Nel caso in cui la restituzione non fosse possibile, provvederò a devolvere in beneficenza l’intera somma e, in tal caso, chiederò ospitalità alle testate giornalistiche perché mi consentano di fornire prova documentale dell’operazione benefica. Infine, mi auguro vogliate unire alle nostre le vostre preghiere e quelle dei vostri cari. Perché, a diagnosi completata, sapremo se Beatrice, pur dovendo affrontare un percorso di cure lungo e difficile, potrà avere salva la vita”.

Fonte: MessinaToday →
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