Mercoledì, 14 Aprile 2021

Pensioni, il paradosso della quota 100

"Subito 5mila pensionati d'oro in più", si legge in un articolo del Sole24Ore che analizza la riforma previdenziale allo studio del governo

Quota 100, ormai lo saprete, è la "formula magica" con cui il governo M5s-Lega vorrebbe riformare il sistema pensioni superando gradualmente la legge Fornero. L'uscita dal lavoro con 62 anni di età e 38 di contributi, però, apre una serie di incognite, soprattutto per quanto riguarda le coperture. Chi pagherà il conto della quota 100? Secondo il presidente dell'Inps Tito Boeri, la contro-riforma targata Lega-M5s porterà ad un incremento di 100 miliardi del debito pensionistico. Ma c'è di più: la riforma previdenziale allo studio del governo "nasconderebbe" un paradosso, messo in evidenza dallo stesso Boeri nel corso della recente audizione in Commissione lavoro alla Camera.

Ne parla oggi ilSole24Ore, in un articolo a firma di Andrea Carli e Davide Colombo. Cos'ha detto Boeri? Per il presidente dell'Inps, il meccanismo della quota 100 "premia quasi in 9 casi su 10 gli uomini, quasi in un caso su tre persone che hanno un trattamento pensionistico superiore a quello medio degli italiani (e un reddito potenzialmente ancora più alto, se integrato da altre fonti di reddito)". Il paradosso è che "c'è una sovrapposizione importante fra la platea interessata dalle quote e quella investita dalla correzione attuariale. Solo nel 2019 - ha spiegato -, l’introduzione di quota 100 potrebbe interessare circa 4.700 persone con pensioni di importo superiore a 90.000 euro annui e soggette alla correzione attuariale nel caso il ddl 1071 diventasse legge dello Stato. In altre parole - ha concluso il numero uno dell’Inps -, questi lavoratori, da un lato, verrebbero spinti al pensionamento (a volte anche involontariamente), e, dall’altro, si vedrebbero, di lì a poco tempo, tagliare le prestazioni loro appena concesse".

Pensioni e quota 100, torna il meccanismo delle "finestre" in uscita: cosa cambia

Boeri si riferisce alla proposta di legge di correzione attuariale delle cosiddette "pensioni d’oro", il cui obiettivo è cancellare i trattamenti di privilegio. La "quota 100", dunque, va in direzione opposta rispetto alla correzione attuariale promossa dal disegno di legge. I due progetti, ha sottolineato Boeri, sono in totale contraddizione.

"Con quota 100 invece si premiano molti lavoratori uomini con carriere forti, che avranno una pensione elevata (quasi un caso su tre sopra la media delle pensioni vigenti), con un costo che secondo il presidente dell’Inps graverà sulle spalle dei giovani: 8,5 miliardi il primo anno, per giungere nel giro di tre anni a 16 miliardi".

Fonte: Il Sole 24 Ore →
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