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Giovedì, 18 Aprile 2024

Referendum, Fedele Confalonieri è sicuro: "Alle urne vincerà il sì"

"Oggi fa fino dire io voto no". Il numero uno di Mediaset e braccio destro di Berlusconi è sicuro dell'esito del voto: "Sembrava che nessuno votasse Dc poi si aprivano le urne"

Forza Italia scopre il partito di Mediaset. L'intervista del presidente del Consiglio di Amministrazione di Mediaset Fedele Confalonieri al Corriere della Sera con la quale il numero uno del biscione annuncia che voterà sì al referendum costituzionale del 4 dicembre ha lasciato il segno rendendo evidente la scelta di tenere il piede in due scarpe di Berlusconi. 

Se da una parte il leader azzurro invita a cena Matteo Salvini e Giorgia Meloni, stringendo un patto con Lega e Fratelli d'Italia nel quale c'è scritto nero su bianco l'impegno per il no alle riforme, dall'altro lato, Silvio Berlusconi attraverso Confalonieri MediasetGianni Letta Denis Verdini tiene aperto un canale con Palazzo Chigi e il Nazareno. 

"Comunque vada a finire, lui vince comunque". Lo aveva scritto anche Sandro Bondi, per lungo tempo mano destra dell'ex Cavaliere. In una lunga lettera al Foglio invitava a non stupirsi del fatto che il fondatore di Forza Italia voterà nello stesso modo dei suoi storici avversari politici al referendum costituzionale: 

Tutto risponde ai suoi interessi contingenti siano essi di natura politica o siano quelli delle sue aziende. Ed e’ sempre stato così in questi vent’anni.

Cosi Fedele Confalonieri, capo del Biscione si mette a ricordare per Francesco Verderami  di "ma quelli che stanno in Parlamento sono davvero convinti che vinca il No al referendum? Sono sicuri dei sondaggi che danno Renzi per perdente? E lei che idea si è fatto?

"Quando in Italia c’era la Dc e sembrava che nessuno la votasse. Infatti nei sondaggi era data sempre bassissima. Poi si aprivano le urne e... Magari mi sbaglio, ma penso che sul referendum oggi faccia fino dire io voto No". Ecco la risposta alla fatidica domanda. Più chiaro di così...

"Renzi sarà anche un ganassa e tutto questo può dar fastidio», ma ciò non gli fa cambiare idea sul referendum e non lo dissuade dal convincimento che serva un’intesa tra le forze del popolarismo e del socialismo europeo in Italia nel contesto della crisi globale, con tutti gli «ismi» che girano per l’Europa. Raccontano che gli scappi spesso un sorriso la mattina, quando legge che le sue posizioni sono mosse da un puro spirito aziendalista. Che è un pezzo di verità, ma non tutta la verità: "Se qualcuno scrive che faccio politica, giuro che lo querelo".

Fonte: Corriere della Sera →
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