Martedì, 13 Aprile 2021
La scelta di non soffrire / Cagliari

Scopre di avere la Sla: dopo un anno è in viaggio per il suicidio assistito

Un applauso commosso: questo il tributo che i concittadini di Roberto Sanna hanno dedicato al 34enne che questa mattina ha lasciato Pula e la sua Sardegna diretto in Svizzera. Cappato: "Il Parlamento italiano intanto disattende la richiesta della Consulta"

foto di archivio

Ha salutato i suoi amici attraverso il finestrino dell'automobile che lo ha accompagnato in Svizzera dove ricorrerà al suicidio assistito: si è congedato così Roberto Sanna, un 34enne di Pula che appena un anno fa ha scoperto di essere malato di Sclerosi Laterale Amiotrofica. Tre parole che ancora oggi sono una condannna. La malattia ha avuto per Roberto però un decorso rapidissimo tanto da portarlo a scegliere il viaggio verso una clinica privata in Svizzera dove il suicidio assistito è legale.

La notizia è arrivata anche alla sindaca di Pula, Carla Medau. Che questa mattina era lì, tra la gente per portare il proprio saluto.

Una scelta tenuta riservata fino all'ultimo come spiegano i quotidiani locali. La notizia è trapelata solo quando sulla chat dei commercianti del paese è stata comunicata l'intenzione di organizzare un flash mob per salutare Roberto un'ultima volta. Un applauso commosso che lo ha salutato mentre la famiglia lo accompagnava all'aeroporto.

Per Roberto operaio nella raffineria di Sarroch, la diagnosi è arrivata meno di un anno fa. La malattia ha avuto un decorso rapidissimo, spietato: in pochi mesi il giovane si è ritrovato costretto a letto, bisognoso di cure e assistenza continue. Prima di dover ricorrere all'alimentazione e alla respirazione assistite, insieme ai suoi familiari il giovane ha deciso per l'interruzione volontaria della vita.

È il sindaco Carla Medau ad invitare tutti i concittadini a rinviare al futuro ogni dibattito sugli aspetti etici della vicenda: "Questo è il momento del silenzio, del rispetto nei confronti di una scelta che nasce dalla coscienza di Roberto, dove nessuno può entrare, e da un percorso condiviso con i suoi cari, e della vicinanza a lui e alla sua famiglia".

Solidarietà arriva anche da Marco Cappato, esponente dei Radicali e dell'Associazione Luca Coscioni, da sempre in prima linea per portare l'eutanasia legale anche in Italia. "Esprimo rispetto per la sua scelta e vicinanza a lui e ai famigliari - spiega a Today.it - Se è dovuto andare in Svizzera per ottenere ciò che chiede, la responsabilità è del Parlamento italiano, che ancora disattende la richiesta della Consulta di legiferare sulla materia".

Fonte: L'Unione Sarda →
Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Scopre di avere la Sla: dopo un anno è in viaggio per il suicidio assistito

Today è in caricamento