Lunedì, 12 Aprile 2021

"Lockdown: tutta Italia in zona rossa a Pasqua e Pasquetta e coprifuoco anticipato alle 20"

Il piano del governo Draghi se esplodono i contagi: tutta Italia in zona rossa a Pasqua e Pasquetta e coprifuoco anticipato alle 20. Nei giorni pre-festivi restrizioni come a Natale

C'è un piano del governo Draghi per portare tutta l'Italia in zona rossa a Pasqua e Pasquetta e per varare altre restrizioni nei giorni pre-festivi e in quelli successivi, esattamente come ha fatto l'esecutivo di Giuseppe Conte a Natale, portando così il lockdown delle festività in Italia. Ne parla oggi Il Messaggero spiegando che il piano scatterà in caso di incremento esponenziale dei contagi, mentre il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità Silvio Brusaferro ha proposto ieri una zona gialla "rafforzata" o rinforzata che dovrebbe vedere la possibilità di far scattare il coprifuoco alle 20 e non alle 22, con chiusura di tutti gli esercizi commerciali entro le ore 19. 

La possibilità di anticipare il coprifuoco alle ore 20 è stata discussa una prima volta mentre si parlava del primo Dpcm del presidente del Consiglio Mario Draghi, poi firmato il 2 marzo e in vigore dal 6 marzo fino al 6 aprile. Poi è stata scartata ma è rimasta sul tavolo in attesa di comprendere come evolveranno la curva dei contagi e quella dei ricoveri. Un'altra idea è quella di limitare gli spostamenti non necessari per motivi di salute, lavoro o estrema necessità e urgenza. Qui nel mirino c'è la famosa deroga per le visite a parenti e amici una volta al giorno rispettando il coprifuoco. È già stata vietata in zona rossa e alcune ordinanze regionali con il passaggio all’arancione scuro - come quella entrata in vigore in Lombardia - hanno già previsto la stessa restrizione. A questo punto non è escluso che si possa decidere di uniformare le misure in tutta Italia ad esclusione delle zone gialle.

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Il Messaggero invece fa sapere che il governo ragiona anche attorno all'ipotesi di blindare la Pasqua estendendo la zona rossa alle festività come è successo a Natale con l'esecutivo Conte. Silvio Brusaferro dell'Istituto Superiore di Sanità ha suggerito l'ipotesi di rafforzare la zona gialla con il coprifuoco alle 20 ma la decisione è stata rinviata per i timori dell'impatto che avrebbe sulle attività commerciali: dovrebbero chiudere alle 19. Per Pasqua e Pasquetta invece l'idea è di fare come ha fatto il governo Conte Bis a Natale: dichiarare una zona rossa in tutta Italia nei giorni di festa e mitigare di poco le restrizioni nei pre-festivi. In questo caso si profila anche un addio a cinema e teatri aperti il 27 marzo.

Altra stretta analizzata è la replica dei giorni festivi e prefestivi in rosso (Pasqua e Pasquetta incluse), già utilizzato tra Natale e la Befana. Traduzione: negozi, bar e ristoranti chiusi, confini comunali sbarrati, tutti costretti a restare a casa: si esce solo per ragioni di necessità, salute e lavoro. "Se la situazione dovesse precipitare", dice chi per il governo segue il dossier, "sarà inevitabile varare sia il coprifuoco sia i week end in rosso". 

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Aggiornamento: secondo le prime indiscrezioni in zona rossa potrebbero finire Abruzzo e Campania, insieme a Basilicata e Molise. Ma anche Lombardia, Emilia-Romagna, Marche e le province Trento e Bolzano rischiano misure più restrittive. Veneto e Friuli-Venezia Giulia sono invece candidate a finire in zona arancione: l'Italia del Nord sarebbe così quasi tutta di quel colore, tranne la Valle d'Aosta e la Liguria. Vincenzo De Luca su Facebook ha annunciato che "la Campania è ormai zona rossa". 

Dieci regioni e province autonome hanno un Rt puntuale maggiore di 1. Sono Basilicata, Emilia-Romagna, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Trento, Toscana, Valle d'Aosta e Veneto. Di queste, il Molise ha un Rt con il limite inferiore superiore a 1.25, compatibile con uno scenario di tipo 3. Delle altre nove, sei hanno un Rt nel limite inferiore compatibile con uno scenario di tipo 2. Le altre Regioni/province autonome hanno un Rt compatibile con uno scenario di tipo uno. Sono 14 le Regioni e province autonome con una classificazione di rischio moderato: Basilicata, Calabria, Lazio, Liguria, Molise, Piemonte, provincia di Bolzano, provincia di Trento, Puglia, Sicilia, Toscana, Umbria, Valle d'Aosta e Veneto - prosegue il report - Di queste nove hanno una alta probabilità di progressione a rischio alto nelle prossime settimane: Calabria, Molise, Piemonte, le provinca di Trento, Puglia, Toscana, Umbria, Valle d'Aosta e Veneto. Analogamente a quanto avviene in altri Paesi europei - si legge nel report - si rende necessario un rafforzamento/innalzamento delle misure su tutto il territorio nazionale al fine di ottenere rapidamente una mitigazione del fenomeno. L'incidenza settimanale complessiva si sta rapidamente avvicinando alla soglia di 250 casi per 100.000 abitanti, che impone il massimo livello di mitigazione possibile. Questa soglia è già stata superata dalla Provincia Autonoma di Trento (385,02 per 100.000 abitanti), dalla Provincia Autonoma di Bolzano (376,99 per 100.000 abitanti), dall'Emilia-Romagna (342,08 per 100.000 abitanti), dalle Marche (265,16 per 100.000 abitanti) e dalla Lombardia (254,44 per 100.000 abitanti)

L'indice di contagio Rt medio calcolato sui casi sintomatici in Italia è attualmente pari a 1.06, ovvero è in crescita. Era 0,99 la scorsa settimana, con un limite superiore già oltre 1. Il dato è attualmente all'esame della cabina di Regia che sta analizzando i dati del monitoraggio settimanale Iss-Ministero della Salute che sarà presentato nel pomeriggio. 

  • Il report #41 dell'Iss dice che nella settimana tra il 22 e il 28 febbraio si osserva "una netta accelerazione nell'aumento dell'incidenza a livello nazionale rispetto alla settimana precedente (194,87 per 100.000 abitanti (22/02/2021-28/02/2021) vs 145,16 per 100.000 abitanti (15/02/2021-21/02/2021)". Con questi numeri l'incidenza nazionale nella settimana di monitoraggio "si allontana da livelli (50 per 100.000) che permetterebbero il completo ripristino sull'intero territorio nazionale dell'identificazione dei casi e tracciamento dei loro contatti e anzi si avvicina alla soglia di 250 casi per 100mila abitanti". 
  • Il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale è complessivamente in aumento (26% vs 24% della scorsa settimana). Il numero di persone ricoverate in terapia intensiva cresce da 2.146 (23/02/2021) a 2.327 (02/03/2021); anche il numero di persone ricoverate in aree mediche è in aumento, passando da 18.295 (23/02/2021) a 19.570 (02/03/2021).
  • Si osserva un forte aumento nel numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione aumenta (41.833 vs 31.378 la settimana precedente) e scende la percentuale dei casi rilevati attraverso l'attività di tracciamento dei contatti (28,8% vs 29,4%).
  • Scende anche la percentuale di casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (35,2% vs 36,1% la settimana precedente)". 

Nella bozza del report settimanale dell'Iss si legge che sei Regioni (Abruzzo, Campania, Emilia-Romagna, Friuli Venezia-Giulia, Lombardia e Marche) hanno un livello di rischio alto. Sono 14 (vs 10 la settimana precedente) le Regioni con una classificazione di rischio moderato (di cui nove ad alta probabilità di progressione a rischio alto nelle prossime settimane) e solo una (Sardegna) con rischio basso (vs sei la settimana precedente). Dieci Regioni hanno un Rt puntuale maggiore di 1 di cui una (Molise) ha un Rt con il limite inferiore superiore a 1,25, compatibile con uno scenario di tipo 3. Delle altre nove, sei hanno un Rt nel limite inferiore compatibile con uno scenario di tipo 2. Le altre Regioni hanno un Rt compatibile con uno scenario di tipo uno.

Secondo un sistema previsionale dell'Iss, di cui la Regione Veneto ha ricevuto comunicazione ieri sera, nell'arco di una settimana o 10 giorni l'Rt Veneto potrebbe raggiungere il valore di 1,3. Lo comunica la direttrice della direzione Prevenzione della Regione, Francesca Russo, oggi in conferenza stampa dalla sede della Protezione civile regionale a Marghera.

"Avvieremo da subito una ricognizione tra le Province, per trovare tutte le sedi utili a diventare hub vaccinali, soprattutto nelle aree interne: da parte nostra, c'è la piena disponibilità a fornire sedi e spazi per contribuire alla massima presenza di centri vaccinali sui territori", assicura Michele de Pascale, presidente dell'Upi, l'Unione delle Province italiane, intervendo alla cabina di regia in corso con i ministri per gli Affari regionali Mariastella Gelmini e della Salute Roberto Speranza, con il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio, il commissario straordinario all'emergenza Covid generale Francesco Paolo Figliuolo e gli enti territoriali.

Fonte: Il Messaggero →
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