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Lunedì, 16 Maggio 2022
Le conseguenze del virus

La lenta guarigione dal Covid: il 60% dei ricoverati ha sintomi dopo due mesi

Il risultato di uno studio del Policlinico di Bologna su cento pazienti. Dopo sessanta giorni lamentano ancora una serie di disturbi. Cosa succede nel corpo di chi ha contratto la malattia

Fatica a respirare, debolezza, tosse, dolori al torace, tachicardia, disturbi dell’equilibrio, nausea e anche febbre. E' la lunga lista di conseguenze con cui deve combattere il 60% chi ha avuto il Covid a distanza di due mesi dalle dimissioni. A dirlo è uno studio condotto dalla Pneumologia e Terapia Intensiva Respiratoria del Policlinico S,Orsola di bologna, diretta da Stefano Nava. La situazione migliora col tempo ma la percentuale di chi, doo sei mesi, ha ancora sintomi resta alta: il 40%.  

Lo studio dal titolo "Spontaneous evolution of Covid-19 lung sequelae: results from a double step follow up" è stato recentemente pubblicato sulla rivista internazionale “Respiration”. Alla base della ricerca c'è lo squilibrio tra il numero di pazienti dimessi dopo la fase acuta in ospedale e la possibilità di seguirli ambulatorialmente nel follow up post dimissione. 

Lo studio

Lo studio ha riguardato cento pazienti che hanno chiesto aiuto ai medici dell’ambulatorio pneumologico specialistico “Post Covid” dopo il ricovero ospedaliero, avvenuto durante la prima ondata. Gli stessi pazienti sono stati rivalutati a due e a sei mesi dalla dimissione (la maggior parte degli studi sul follow up a oggi disponibili in letteratura riguarda una sola valutazione).

A due mesi sono stati eseguiti visita, prove di funzionalità respiratoria, test del cammino dei sei minuti (per valutare la tolleranza e la saturazione sotto sforzo), ecografia polmonare e radiografia del torace. A sei mesi dalla dimissione la valutazione ha incluso anche una Tac torace ad alta risoluzione, per capire l’evoluzione radiologica della polmonite da Covid.

Cosa lascia il Covid

Dal punto di vista clinico a due mesi dalla dimissione più del 60% dei pazienti sono ancora sintomatici, mentre a sei mesi questa percentuale si riduce a circa il 40%. I sintomi più frequentemente riportati sono: fatica a respirare, debolezza e tosse, seguono dolore toracico, tachicardia, disturbi dell’equilibrio, nausea o febbricola.

Le prove di funzionalità respiratoria individuano un miglioramento significativo della funzionalità polmonare da due a sei mesi, con l’86% dei pazienti che mostrano una spirometria nella norma a sei mesi dalla dimissione. L’esame funzionale che più spesso si rivela alterato a sei mesi è la diffusione alveolo-capillare del monossido di carbonio (DLCO), un test che misura la capacità della membrana alveolo capillare del polmone di scambiare l’ossigeno. Questa osservazione è giustificata dal fatto che la polmonite da Covid-19, essendo una polmonite interstiziale, va ad interessare proprio questa struttura polmonare, il cui recupero completo può richiedere anche più di sei mesi.

Il test del cammino dei sei minuti mostra che i pazienti che hanno avuto una polmonite interstiziale più severa in acuto, a due mesi dalla dimissione percorrono distanze inferiori e tendono ad avere una desaturazione maggiore sotto sforzo. Tali dati tendono comunque a migliorare nel tempo, lasciando intendere una progressiva ripresa della tolleranza allo sforzo; anche in assenza di un programma riabilitativo standardizzato.

Radiologicamente la maggior parte (64%) dei pazienti presenta, a due mesi dal ricovero, alterazioni all’RX torace; tuttavia, confrontando la tac torace eseguita durante il ricovero ospedaliero con quella condotta a sei mesi, si può notare una progressiva riduzione dell’estensione della malattia e della densità delle consolidazioni polmonari. Ancora una volta, le TC torace che mostrano quadri più severi a sei mesi sono quelle dei pazienti che sono stati più gravi durante il ricovero. Solo il 26% delle tac a sei mesi sono completamente “ripulite”: tuttavia, per sua natura, la polmonite interstiziale richiede molto tempo per risolversi radiologicamente, e come in tutte le polmoniti, la guarigione clinica precede quella radiologica.

"Non è una semplice polmonite"

Secondo i ricercatori "per nessuno dei cento pazienti la malattia da Sars Cov 2 è stata una semplice 'polmonite', anzi, ha creato profonde ferite, non solo del corpo, che lasceranno una cicatrice forse indelebile".  

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