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Giovedì, 9 Dicembre 2021
Calcio

Bayern Monaco, niente accesso all'Hotel per quattro giocatori non vaccinati

Kimmich, Gnabry, Musiala e Choupo-Moting non potranno soggiornare nell'Hotel di Ausburg scelto dal club per il ritiro pre-match: in Baviera vige infatti il protocollo 2G (o guariti o vaccinati) per l'ingresso nelle strutture ricettive

Niente pernottamento pre-match nella vicina Augusta per Joshua Kimmich, Serge Gnabry, Jamal Musiala ed Eric Maxim Choupo-Moting, giocatori del Bayern Monaco. La Baviera, infatti è una delle Bundeslander tedesche – al pari di Nord Reno Westfalia, Baden-Wuerttemberg e Turingia - ad imporre il protocollo 2G (vaccinati – geimpft - o guariti – genesen) per accedere ad alberghi e ristoranti. E pertanto i quattro atleti, che hanno deciso di non aderire alla campagna vaccinale, non potranno accedere alla struttura di Ausburg (distante circa un’ora di macchina dal quartier generale del Bayern) che ospiterà il club di Monaco, impegnato contro la formazione locale venerdì sera in un incontro valido per la dodicesima giornata di Bundesliga. Kimmich, Gnabry, Musiala e Choupo-Moting erano peraltro stati sottoposti ad uno stretto giro di tamponi molecolari – risultando negativi - dopo i contatti avuti con Niklas Sule, difensore della compagine bavarese, a cui è stata riscontrata la positività al Coronavirus e quindi ancora nell'elenco degli indisponibili.

Kimmich, in particolare, era finito a fine ottobre al centro delle polemiche per aver pubblicamente dichiarato la sua contrarietà al vaccino anti-Covid, dicendosi preoccupato per “la mancanza di studi a lungo termine sugli effetti”, ma al contempo aprendo in futuro alla possibilità di vaccinarsi e pertanto non definendosi no-vax. Il calciatore della nazionale tedesca è stato oltretutto il fondatore, insieme al compagno di squadra Leon Goretzka, di un progetto solidale chiamato “We Kick Corona”, volto a sostenere economicamente le realtà mediche e sociali impegnate nella lotta al Coronavirus e capace di raccogliere cifre ragguardevoli, oltre all’appoggio del suo club di appartenenza e di tanti altri campioni del panorama calcistico internazionale. A incuriosire è, tuttavia, la destinazione di una parte delle donazioni, che andranno alla Covax, l’organizzazione mondiale di riferimento proprio per la distribuzione di vaccini nei paesi più bisognosi.

Resta da capire se il proprietario dell’Hotel di Ausburg, che ha già confermato l’intenzione di non voler fare eccezioni, recederà dalle sue posizioni. Ma di certo si tratta di un ulteriore intoppo per la formazione Campione del Mondo in carica, che oltretutto è alle prese con un focolaio di Covid: altri tre casi emersi, due membri dello staff e Josip Stanisic, positivo dopo il rientro dalla parentesi con la nazionale croata.

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