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Domenica, 29 Maggio 2022
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Ci condannano i rigori: passa la Spagna ma gioca meglio l'Italia

L’errore di Bonucci (palla alta) si rivela decisivo, Jesus Navas regala la finale realizzando il rigore finale. In finale ci va la Spagna

Ci sono voluti 14 rigori per decidere la sfida più equilibrata della Confederations Cup. L’unica finita a reti bianche, in barba ai bookmakers che davano per strafavoriti gli spagnoli. L’Italia invece esce a testa alta, manifestando una superiorità evidente, peccando solo di eccessiva imprecisione sotto porta.

L’Italia se l’è giocata, onorando la memoria di Stefano Borgonovo scomparso nel pomeriggio (ci è sembrata vergognosa la decisione della Fifa di negare il minuto di raccoglimento in suo onore), senza avvertire il peso dell’assenza di Balotelli, e dimostrando ancora una volta, che lo 0-4 patito nella finale dello scorso anno, è stato un punteggio bugiardissimo. L’errore di Bonucci lascia che i padroni di casa brasiliani se la giochino con i bicampioni d’Europa e campioni del Mondo in carica, ma non cancella la grande prova degli azzurri. Prandelli avrà più di un motivo per guardare ai Mondiali con grande ottimismo, e tempo a sufficienza, per apportare ulteriori migliorie ad una squadra che ha già delle basi solide. Gli Spagnoli ci hanno temuto, ci temono, e ci temeranno. E non dovranno essere gli unici.

EL NINO VS GILA – Tra grandi esclusioni, come quelle di Fabregas, Villa e Soldado, e assenze pesanti, si pensi a Balotelli, salgono in cattedra due attaccanti in attesa di riscatto. Il mai poco discusso Torres supportato da Pedro e Silva nelle Furie Rosse, e il ritrovato Gilardino, a cui Prandelli affida l’oneroso compito di non far rimpiangere Balotelli. L’altra novità tattica è la difesa a 3, con la quale gli Azzurri bloccarono sul pari gli Spagnoli nell’esordio di Euro 2012. Spazio al blocco juventino, con Barzagli, Bonucci e Chiellini a protezione di Buffon, e il ritorno a centrocampo di Pirlo e De Rossi. A Candreva e Marchisio il doppio compito, di supportare Gilardino con un occhio alla fase di interdizione.

BUONA ITALIA - Com’era prevedibile, è la Spagna a fare la partita, grazie al nutrito gruppo di artisti del palleggio. Di tanto in tanto, come nei primi minuti, gli iberici si affidano al cambio di gioco improvviso, imbeccando Pedro e Torres con il lancio lungo. L’’attaccante del Barça è il primo a concludere a rete, con un diagonale largo. Gli risponde Giaccherini con una bella ripartenza orchestrata da De Rossi.

Prandelli sa che soltanto con la pressione sui portatori di palla, e la poca distanza tra i reparti, è possibile far male agli spagnoli. La presenza di Marchisio e Candreva è fondamentale in fase di non possesso, perché consente di dare copertura alla difesa, grazie al contestuale arretramento di Maggio e Giaccherini. Con la pressione e le ripartenze, la Spagna va in affanno. Prezioso a tal proposito, è anche il lavoro di Gilardino, il primo ad alzare il pressing già nella trequarti avversaria.


La punta bolognese va anche a calciare con il classico movimento a venire incontro, su ottimo suggerimento di Maggio, con palla che si spegne di poco a lato. Gli inserimenti dell’esterno napoletano fanno male, come quello al 16’ su lancio dalla trequarti, quando l’esterno arriva a concludere di testa trovando la parata in uscita di Casillas.


MEGLIO NOI – La lentezza degli spagnoli, di contro alla grande aggressività degli azzurri avvicina in più di un’occasione gli uomini di Prandelli al gol. Prima De Rossi ci va vicino sugli sviluppi di un calcio piazzato, poco dopo è Marchisio a non inquadrare la porta. Il possesso palla resta di proprietà degli spagnoli, ma le cose più belle le fanno vedere gli azzurri. L’undici di Prandelli copre bene il campo, riuscendo ad arginare anche i cambi di ritmo di Iniesta, l’unico a dare velocità allo sterile tiqui taca ispanico.


La crescente superiorità italiana, sempre più netta, si traduce nella clamorosissima occasione sciupata ancora da Maggio,  al 36’, su preciso taglio da sinistra di Giaccherini (colpo di testa addosso a Casillas). Più casuale ma non meno pericolosa, la velenosa conclusione di Torres, larga di un soffio. Il primo tempo finisce in parità, ma è un risultato che non rende giustizia alla miglior Italia della Confederations Cup.

FUORI BARZAGLI – La novità del secondo tempo è rappresentata dall’ingresso di Montolivo, al posto di Barzagli. Resta la difesa a 3 con l’arretramento di De Rossi al centro della difesa. Del Bosque risponde al 7’ inserendo un esterno puro, Jesus Navas, al posto dell’inconsistente David Silva. I ritmi si abbassano, la Spagna insolitamente si abbottona pensando prima a non prenderle. Pur senza il vigore del primo tempo, gli Azzurri sono superiori, e rischiano di far male sempre sul versante destro, con l’intraprendente e instancabile spinta di Candreva e il supporto di Maggio.


L’altro centrocampista di raccordo, Marchisio, lascia il posto ad Aquilani, mentre Del Bosque si affida a Mata per Pedro per evitare i supplementari. Piquè ha sui piedi il gol partita a 5’ dalla fine, ma la sua girata in mezzo all’area, su assist di Torres, finisce in curva. La Spagna chiude in avanti, ma senza far male. Con molti rimpianti, per una partita che si poteva vincere, si va all’extratime.

SUPPLEMENTARI – Prandelli si gioca l’ultimo cambio, e punta sull’imprevedibilità di Giovinco che prende il posto di un generosissimo e stremato Gilardino. La “Formica atomica” partecipa all’azione che porta al palo di Giaccherini, su ennesima percussione sulla destra di un incontenibile Candreva.


Del Bosque esaurisce anch’egli i cambi, togliendo Torres e inserendo Javi Martinez. Alla lunga la maggiore freschezza degli Spagnoli, corroborata dai tre nuovi innesti, si fa avvertire. Jordi Alba sfiora il gol a metà tempo con una volee di sinistro terminata alta. 
Gli ultimi 15’ sono un lungo e faticoso percorso verso i rigori. Tra crampi e gambe pesanti, l’Italia si trascina provando a contenere le avanzate degli spagnoli. Mata al 5’, fa sudare freddo Buffon con una girata dal limite dell’area, che si spegne a lato di poco. 3 minuti dopo il capitano della nazionale respinge maluccio la bordata dalla distanza di Xavi, il palo lo grazia e poi è strepitoso sul diagonale di Jesus Navas. L’Italia resiste, si va ai rigori.

I RIGORI - Candreva archivia la sua splendida serata  battendo Casillas con un beffardo cucchiaio, Xavi risponde spiazzando Buffon. Iniesta risponde ad Aquilani. Come a Berlino, De Rossi spiazza Casillas e la piazza sotto l’incrocio, fa lo stesso Piquè scegliendo però l’angolo basso. Giovinco gela Casillas insaccando all’angolino destro, seguito da Ramos che trafigge Buffon.

Pirlo tira un rigore fotocopia a quello di Giovinco, Mata spiazza Buffon e porta la serie ad oltranza. Montolivo sceglie lo stesso angolo, ma spiazza Casillas, Busquets riporta la serie in parità. L’errore di Bonucci (palla alta) si rivela decisivo, Jesus Navas chiude i conti realizzando il rigore del 7-6. In finale ci va la Spagna, per gli azzurri, la finalina di consolazione contro l’Uruguay. 

Tabellini

Spagna (4-3-3) Casillas; Arbeloa, Piquè, Sergio Ramos, Jordi Alba; Busquets, Xavi, Iniesta; Pedro (34’st Mata), Torres, Silva /7’st Jesus Navas). A disposizione: Reina, Victor Valdes, Soldado, Raul Albiol, Azpilicueta, Nacho Monreal, Javi Martinez, Fabregas, Cazorla, Villa. All. Del Bosque

Italia (3-4-2-1) Buffon; Barzagli (1’st Montolivo), Bonucci, Chiellini; Maggio, De Rossi, Pirlo, Giaccherini; Candreva, Marchisio (34’st Aquilani); Gilardino (1’pts Giovinco). A disposizione: Marchetti, Sirigu, Astori, De Sciglio, Diamanti, Cerci, El Shaarawy. All. Prandelli

Arbitro: Webb (Inghilterra)

Marcatori

Ammoniti: De Rossi (I), Piquè (S)

Rigori: Candreva (I) gol, Xavi (S) gol, Aquilani (I) gol, Iniesta (S) gol, De Rossi (I) gol, Piquè (S) gol, Giovinco (I) gol, Ramos (S) gol, Pirlo (I) gol, Mata (S) gol, Montolivo (I) gol, Busquets (S) gol, Bonucci (I) alto, Jesus Navas (S) gol 

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