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Domenica, 23 Gennaio 2022
Le indagini

Juventus, ecco quali sono le operazioni di mercato sospette

Emergono nuovi dettagli sull'inchiesta su plusvalenze e movimenti di mercato sospetti relativi alla società bianconera

Emergono nuovi dettagli sull’inchiesta relativa a plusvalenze e sospetti movimenti di mercato effettuati dalla Juventus.

Come riporta anche Torino Today, la procura di Torino contesta alla società bianconera in particolare plusvalenze che sarebbero state effettuate nel periodo tra il 2019 e il 2021. Secondo l'agenzia di stampa Ansa i movimenti corrisponderebbero a un importo complessivo di 282 milioni di euro. Per questo motivo sono indagati i vertici del club e, sempre da quanto riporta l'Ansa, con il sistema delle plusvalenze sulla compravendita di calciatori la Juventus avrebbe generato un "ricavo di natura meramente contabile e in ultima analisi fittizio" per coprire i buchi in bilancio. 

Gli uomini della Guardia di Finanza starebbero anche approfondendo il rapporto economico che avrebbe legato la Juventus a Cristiano Ronaldo. Il calciatore non risulta indagato, ma i militari avrebbero ricevuto dai magistrati l'incarico di cercare "documenti e scritture private" relative al contratto e alle retribuzioni arretrate. Nelle intercettazioni telefoniche si parlerebbe di una "carta famosa che non deve esistere teoricamente". 

Sempre secondo l'ipotesi degli inquirenti sarebbe Fabio Paratici, ex Chief football officer della Juventus, "l'artefice della pianificazione preventiva delle plusvalenze", ma il Cda della società bianconera, e "in primis il presidente Andrea Agnelli", era "ben consapevole" della sua condotta. Per arrivare a queste conclusioni gli inquirenti si sono avvalsi di numerose intercettazioni telefoniche. 

La Juventus sarebbe stata paragonata a una "macchina ingolfata" a causa di investimenti oltre le previsioni di budget e di altre operazioni poco accurate, tra cui gli stipendi eccessivi. Riporta sempre l'agenzia di stampa Ansa. Inoltre ci sarebbe una scrittura privata attestante la sussistenza di un "obbligo non federale" a carico dell'Atalanta, nell'ambito della doppia operazione di trasferimento dei calciatori Merih Demiral e Christian Romero, tra le carte che la Guardia di Finanza ha ricevuto l'incarico di cercare e recuperare.

Alcune delle operazioni di mercato finite nel mirino degli investigatori sono: l'acquisto dall'Olympique Marsiglia del ventenne Marley Akè per 8 milioni di euro, in cambio della cessione alla stessa cifra di Franco Tongya; l'acquisto dal Barcellona di Alejandro Marques Mendez, attaccante spagnolo ventenne ora in prestito al club spagnolo CD Mirandés, per 8,2 milioni di euro, in cambio del centrocampista brasiliano 23enne Matheus Pereira valutato 8 milioni di euro; l'acquisto per 18 milioni di euro di Nicolò Rovella dal Genoa, con contestuale cessione allo stesso Genoa di Manolo Portanova per 10 milioni e di Elia Petrelli per 8 milioni.

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