Sabato, 18 Settembre 2021
Virus informatici

Virus prende in ostaggio i pc, allarme fra le piccole imprese

Infezione con una finta e-mail di un corriere postale, poi la richiesta di riscatto

Cresce in Italia l'allarme per gli attacchi di un virus battezzato "Cryptolocker", che prende letteralmente in ostaggio i file del computer pretendendo il pagamento di un riscatto. Si presenta sotto forma di file allegato a un messaggio e-mail di un sedicente corriere postale. Riproduce logo e marchi del corriere e invita l'utente a "scaricare l'etichetta di spedizione" per un non meglio precisato pacco in arrivo. In realtà si tratta del malware e l'incauto utente che dovesse scaricare il file si vede criptare in pochi istanti i documenti contenuti sul suo Pc.

PIU' ESPOSTE LE PICCOLE IMPRESE - "Stiamo ricevendo una valanga di richieste di aiuto - spiega Marco Giuliani, amministratore unico della società di sicurezza informatica italiana Saferbytes - In realtà questo attacco prosegue da mesi, il malware sta prendendo particolarmente di mira l'Italia dato l'elevato numero di imprese piccole e medie, le più esposte a questi rischi".

LA TRUFFA - L'utente si trova di fronte la seguente scelta: pagare il riscatto o non poter accedere ai propri file. Trovandosi in questa sgradevole situazione, molti utenti possono essere portati a scegliere di pagare, data anche l'entità relativamente modesta delle cifre richieste: anche 200 o 300 euro.

COME DIFENDERSI - Ma nemmeno questa è una soluzione. "Non necessariamente pagare il riscatto porta all'invio dell'antidoto sperato", avverte Giuliani. L'altra strada possibile è rivolgersi ad aziende specializzate sulla sicurezza informatica che possono tentare il recupero dei dati dai computer infetti mediante procedure che però "non sempre portano a risultati". Anzi, le probabilità sono spesso basse. In realtà questo tipo di infezioni "o si prevengono oppure continueremo a vedere nuovi casi", ha detto ancora Giuliani. Questo tipo di malware "più che sulle vulnerabilità del computer fanno leva sulla non preparazione dell'utente: nel 99 per cento dei casi è l'utente che sceglie di scaricare il file infetto. Serve più informazione". 

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