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Mercoledì, 24 Aprile 2024
Dal 1° aprile si cambia

L'addio definitivo allo smart working

La proroga non è arrivata. Nel pubblico come nel privato tutto sarà demandato ad accordi tra il dirigente o datore di lavoro e i dipendenti

Addio smart working. Dal 1° aprile cambiano le regole. Per quanto riguarda il settore privato, il governo non ha infatti prorogato le procedure semplificate per il regime di smart per i lavoratori fragili e coloro che hanno figli sotto i 14 anni di età, gli unici rimasti ad averne diritto.

Senza più procedura semplificata, l'accordo individuale per lo smart working deve essere stipulato tra azienda e lavoratore: oltre alla tipologia (tempo determinato o indeterminato), dovrà contenere le indicazioni generali nel caso di alternanza del lavoro in presenza e quello da casa. In altre parole anche per chi ha figli piccoli o fragilità di salute lo smart working cessa di essere un diritto: tutto viene demnadato ad accordi tra l'azienda e i lavoratori. 

Quanto al comparto pubblico, il diritto allo smart working per i dipendenti definiti "super fragili" - affetti cioè da patologie croniche gravi, certificate dal medico competente - è scaduto il 31 dicembre 2023, mentre per tutti gli altri lavoratori non sono previste deroghe.

Per chi è affetto da particolare patologie, resta però operativa la direttiva sul lavoro agile firmata dal ministro per la pubblica amministrazione Paolo Zangrillo che consente al dirigente responsabile, "di individuare le misure organizzative necessarie, attraverso gli accordi individuali per la salvaguardia dei soggetti più esposti a situazioni di rischio per la salute" per lo svolgimento della prestazione in modalità agile. In parole povere, sono possibili accordi individuali con il dirigente per tutelare i fragili.

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