Martedì, 20 Aprile 2021
Cosa succede

AstraZeneca tra ritardi e dubbi: nell'attesa di Ema nuovi tagli per le consegne all'Italia

Presto il pronunciamento dell’agenzia europea per i medicinali, mentre la struttura del Commissario per l'emergenza fa sapere che delle 340mila dosi previste per il 14 aprile ne arriveranno solo 175mila

AstraZeneca di nuovo osservata speciale. Il vaccino anti Covid dell’azienda anglosvedese è ancora una volta sotto la lente di ingrandimento dell’Ema, che tra domani e giovedì dovrebbe pronunciarsi circa l’eventuale correlazione con i rari casi di trombosi riscontrati in persone che avevano ricevuto l’iniezione. “Il Comitato di farmacovigilanza (Prac) dell'Ema non è ancora giunto a una conclusione e la revisione è in corso. Terremo una conferenza stampa non appena la revisione sarà terminata, domani o giovedì”, ha fatto sapere l’agenzia. 

L'attesa per il pronunciamento dell'Ema su AstraZeneca

Tra le ipotesi sul tavolo, in vista del pronunciamento dell'agenzia europea per i medicinali, c’è quella che l’Ema decida per delle limitazioni d’uso per particolari categorie, valutando lo specifico rapporto rischi-beneficio ad esempio nelle donne più giovani. Ipotesi probabile secondo Pierpaolo Sileri, sottosegretario alla Salute, che ha ricordato che “non sarà l'Aifa a prendere la prima decisione sugli eventuali rischi del vaccino, ma la dovrà prendere l'Ema a livello centrale. Se l'Aifa dà una linea, la Germania un'altra, si fa confusione. E' a livello centrale dell'Ema che vanno date le indicazioni”.  A seguito del pronunciamento dell’Ema, infatti, anche l’Aifa, l’agenzia italiana del farmaco, farà le sue valutazioni. Nel frattempo dal ministero della Salute fanno sapere che il confronto con Aifa “è costante e le interlocuzioni tecniche sulla campagna vaccinale si svolgono con regolare frequenza". 

L’Oms è tornato ad esperimenti sulla questione ribadendo che nel caso del vaccino di AstraZeneca i benefici “continuano a superare i rischi”, come ha detto Rogerio Paulo Pinto de Sa Gaspar dell'Oms, direttore del dipartimento di regolamentazione e prequalificazione, durante il briefing a Ginevra sul coronavirus. L'Organizzazione mondiale della sanità, ha spiegato, continua a ricevere e ad analizzare dati da Gran Bretagna e altri Paesi. Le conclusioni dell'Oms sul vaccino arriveranno questa sera o domani ma per l’agenzia dell’Onu “al momento no ci sono legami tra trombosi e vaccino AstraZeneca”. 

AstraZeneca dimezza dosi previste in Italia per metà aprile

Intanto però in serata la struttura del Commissariato per l’emergenza ha comunicato che il 14 aprile AstraZeneca consegnerà all’Italia 175mila dosi di vaccino, rispetto alle 340mila previste. L’azienda inoltre ha già comunicato che il 50% di dosi mancanti verrà distribuito in Italia assieme alle consegne previste per il 16 e il 23 aprile. 

"Il portale per gli anni 70-79 è attualmente chiuso perché non ci sono nuovi vaccini. Continuano solamente le vaccinazioni per gli appuntamenti prenotati nei giorni scorsi. La prossima consegna di AstraZeneca per ora è prevista dopo il 14 aprile e solo per circa 9.000 dosi", ha detto il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani. "Per la nostra macchina organizzativa che è arrivata fino a somministrare 30.000 dosi al giorno - ha aggiunto Giani - sono appena una goccia. Ma queste sono le dosi di AstraZeneca che il Governo, per il momento, ha comunicato di inviare: servono più vaccini!". Il governatore ha ricordato inoltre che le dosi attualmente somministrate in Toscana sono 776.850 con una percentuale di somministrazione pari all'86% contro una media nazionale dell'80,2%.

Nell'hub della Mostra d'Oltremare a Napoli, dove si somministrano i vaccini, nel pomeriggio si sono verificate attese, code e qualche assembramento. Dall'azienda sanitaria locale fanno sapere che i ritardi sono causati dalle richieste di molti ultrasettantenni che non vogliono il vaccino AstraZeneca. "Siamo qui dalle 17:30 - ha raccontato alla Dire Laura, che ha accompagnato suo padre 78enne nell'hub vaccinale - e mio padre attende ancora il vaccino. Ora le procedure sono piu' snelle, ma al nostro arrivo c'era caos. Infatti, io attendo all'esterno della Mostra. Mi hanno chiesto di aspettare qui fuori, da questo pomeriggio fanno entrare come accompagnatori solo i parenti di chi davvero necessita di sostegno". 

Sospeso il test sui giovanissimi

Nel Regno Unito, dove il vaccino di AstraZeneca è stato ampiamente utilizzato, ad oggi risultano 30 segnalazioni di casi di eventi trombociti su oltre 18 milioni di somministrazioni effettuate. L’agenzia del famarco britannica (Mhra) starebbe prendendo in considerazione la proposta di limitare l’utilizzo di questo vaccino per i più giovani ma al momento nessuna decisione specifica è stata presa. A riferirlo è Channel 4, ripreso dai principali media britannici. L'emittente televisiva cita "due fonti", secondo cui "sebbene i dati non siano ancora chiari, ci sono argomentazioni crescenti che giustificherebbero l'opzione di somministrare un altro vaccino alle fasce di popolazione più giovani, almeno sotto i 30 anni". Nessuna conferma ufficiale è arrivata, al momento, dall'Mhra.

Sempre nel Regno Unito, l’Università di Oxford ha sospeso intanto la sperimentazione della somministrazione del vaccino sviluppato con AstraZeneca a bambini e adolescenti facenti parti del gruppo di studio, in attesa che il Mhra, verifichi il possibile legame con i casi di trombosi negli adulti. Il prof. Andrew Pollard dell'università di Oxford ha detto alla Bbc che non sono emerse preoccupazioni sui test in sé, ma che la sperimentazione pediatrica verrà comunque sospesa in attesa di ulteriori informazioni dall'Mhra. Circa 300 volontari partecipano al test iniziato in febbraio, per verificare se il vaccino produce immunità anche nei minori fra i sei e 17 anni. Il pronunciamento dell’Mhra è atteso nei prossimi giorni. 

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