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Lunedì, 4 Marzo 2024
Figlio di chi? / Ragusa

Il bambino appena nato trovato nella spazzatura e ora conteso tra due famiglie

Lo hanno soprannominato "Miele". La mamma affidataria: "Questo bimbo è nostro figlio". La madre biologica: "No, io non l'ho abbandonato". Se entro il 28 dicembre non ci sarà una pronuncia diversa, il piccolo dovrà tornare dalla sua famiglia naturale, dopo aver vissuto per 3 anni - tutta la sua vita - con un'altra famiglia. Il caso è finito in Parlamento

Questa è la storia di un bimbo abbandonato alla nascita, avvolto in una coperta e lasciato in una busta della spesa adagiata in un bidone della spazzatura, poi adottato e adesso conteso da due famiglie, quella biologica e quella che lo ha preso in affido da 3 anni. Il caso del piccolo Miele, il bambino di Ragusa che dopo l'abbandono nel 2020 sta per tornare dalla sua famiglia biologica, è approdato in Parlamento. Sono due le interpellanze presentate nelle ultime ore per far luce anche su quanto deciso dal giudice di Catania che, sostenendo anche un eventuale ricorso "alla forza pubblica", ha disposto che entro il 28 dicembre prossimo il piccolo torni dalla donna che lo ha partorito. La madre naturale ha chiesto di riaverlo. La corte d'appello di Catania ha trovato un vizio di forma nella procedura di adozione, confermato dalla corte di Cassazione.

Quindi, se entro un mese non ci sarà una pronuncia diversa, il piccolo dovrà tornare dalla sua famiglia naturale, dopo aver vissuto per 3 anni - tutta la sua vita - con un'altra famiglia. "Nostro figlio non ha scelto di essere il protagonista di questa storia, non gli si può chiedere di diventarne la vittima", dice la donna che ha in affido il piccolo insieme al marito. Ma riavvolgiamo il nastro.

Il bambino abbandonato in un cassonetto della spazzatura

La storia di Miele comincia il 4 novembre 2020. A Ragusa, in un bidone della spazzatura in via Saragat, nel quartiere residenziale di Pianetti, viene trovato un bambino appena nato, con il cordone ombelicale ancora attaccato. A segnalarlo alla polizia è il proprietario di una vicina macelleria, che poi però si è scoperto essere il padre naturale del bimbo, avuto da una relazione extraconiugale con una donna di Modica. La madre naturale viene identificata il 16 novembre: confessa di aver partorito in casa e di aver nascosto la gravidanza al padre del bambino, con cui ha già un'altra figlia.

neonato abbandonato ragusa-2-2

Il piccolo, chiamato Vittorio Fortunato e soprannominato Miele, viene dichiarato adottabile dal tribunale dei minori di Catania e viene così affidato a una famiglia della vicina provincia di Siracusa con un decreto di pre adozione del tribunale di Catania, che ora ha deciso di ribaltare la propria decisione. Questo perché la madre biologica ha sempre sostenuto di non aver mai voluto far adottare il bambino e ha portato il tribunale a riaprire il caso, nonostante il padre sia stato condannato a inizio 2023 a due anni di reclusione per abbandono di minore e per lei il processo (per concorso in abbandono di minore) sia ancora in corso. La mamma naturale ha fatto ricorso, chiedendo l'annullamento della dichiarazione di adottabilità del bambino: secondo i suoi avvocati, il tribunale dei minorenni non avrebbe verificato l'esistenza dei genitori naturali del piccolo, negando loro il diritto di "ravvedimento".

"Lasciate Miele con la sua mamma e il suo papà"

"Miele (lo chiameremo così per questioni di privacy) aveva solo 16 giorni di vita quando lo abbiamo preso in braccio la prima volta, una tutina calda e un ciuccio molto grande; noi gli occhi pieni di stupore e il cuore che scoppiava di felicità. Sembrava l'inizio di una meravigliosa storia d'amore, ma presto si è tramutata nel peggiore degli incubi. Per un decreto che abbiamo appena ricevuto Miele verrà tolto dalla nostra famiglia e 'collocato' dalla madre biologica che non ha mai visto, né incontrato", hanno scritto i genitori affidatari in una petizione che hanno aperto su Change.org, dove attualmente si contano quasi 39mila firme.

E così, dopo 3 anni vissuti con la famiglia affidataria, il piccolo potrebbe dover tornare con la madre naturale, con il tribunale che ha autorizzato "i servizi sociali ad avvalersi persino delle forze dell'ordine per il ritiro coatto del piccolo da casa nostra, “nel pieno interesse del minore”...". I genitori con cui il piccolo è cresciuto finora hanno presentato ricorso.

Cosa chiedono maggioranza e opposizione al ministro Nordio

La storia del piccolo Miele in queste ore è finita in Parlamento: maggioranza e opposizione, con due distinte interpellanze, hanno chiesto di fare luce sul caso del bimbo di Ragusa. Nella prima iniziativa parlamentare - prima firmataria la deputata Simonetta Matone della Lega - si chiede al ministro della giustizia Carlo Nordio "quali iniziative si intendano intraprendere per la tutela del diritto fondamentale del minore e della sua vita privata e familiare", mentre la seconda - firmata da deputati e senatori del Pd - punta a chiedere se "sussistano elementi che possano rilevare un eventuale mancato rispetto dell'interesse preminente del minore e della sua sfera più intima".

L'iniziativa dei deputati di maggioranza, firmata anche da Maria Elena Boschi di Italia Viva e da Enrico Costa di Azione, è indirizzata ai ministeri della giustizia, dell'interno e della famiglia e chiede di avviare "un'iniziativa ispettiva in relazione all'operato degli uffici giudiziari coinvolti e dagli uffici dell'anagrafe che hanno consentito il riconoscimento". Come sottolinea il documento, "la corte di appello di Catania ne ha revocato l'adottabilità con un provvedimento violativo di legge, mentre il bimbo era in affidamento preadottivo". La madre biologica non avrebbe potuto impugnare la sentenza, visto che la sentenza di adottabilità era definitiva e non più revocabile.

"Gli affidatari preadottivi nulla hanno saputo del procedimento, né sono stati ascoltati in violazione dell'articolo 5, comma 1, della legge 184 del 1983. Il padre naturale è stato condannato a due anni di reclusione per abbandono di minorenne; la madre è stata rinviata a giudizio con prossima udienza fissata al 9 febbraio 2024 - riporta il documento dell'interpellanza parlamentare - . Davanti al tribunale per i minorenni di Catania è stata revocata la sentenza di adottabilità, il procuratore della Repubblica ha presentato ricorso per l'adottabilità del minore e il tribunale per i minorenni di Catania non ha deciso sull'adottabilità con sentenza, ma ha disposto invece, con tre decreti la ‘restituzione del minore’ alla madre con l'intervento della forza pubblica".

L'articolo della legge in questione

Nell'interrogazione del Partito democratico, invece, si fa presente al ministro della giustizia Carlo Nordio come sia opportuna "la costituzione di un osservatorio sullo stato di attuazione della disciplina dei procedimenti di collocamento extra-familiare del minore, e l'avvio di un costante confronto con il Parlamento, in modo da porre in essere nuove iniziative legislative per una maggiore tutela dell'interesse superiore del minore. Riteniamo che nei casi molto conflittuali i provvedimenti giudiziari non dovrebbero essere caratterizzati da rigidità eccessive, bensì dovrebbero muovere dalla valutazione in concreto del superiore interesse del minore, oltre che da una valutazione che tenga conto dei diversi contesti familiari".

L'appello dei genitori adottivi

Manca solo un mese al 28 dicembre. I genitori affidatari scrivono: "Ora immaginate un bambino - che ha già subìto un rifiuto in grembo e un abbandono cruento alla nascita - essere costretto a lasciare, dall'oggi al domani, tutte le sue certezze, il suo mondo, le braccia sicure e il calore di mamma e papà, gli unici affetti che abbia conosciuto, per essere inserito forzatamente in un contesto in cui tutto è estraneo, compresa la persona che dovrebbe iniziare a chiamare mamma...".

E concludono con un appello: "Immaginate per un attimo il dolore nel cuore di un bambino così piccolo, il senso di smarrimento, la disperazione nel cercare i genitori e non trovarli più. Non c'è nulla in questa storia che sia nel miglior interesse del bambino. Non vogliamo permettere che il nostro bimbo sia costretto a subire un secondo abbandono, che provocherebbe un trauma indelebile ed irreparabile. Lui conosce una sola mamma e un solo papà da sempre: noi, che lo amiamo incondizionatamente così come lui ama follemente noi".

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