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Martedì, 27 Febbraio 2024
La storia / Cosenza

Bimbo di 8 anni lasciato solo in classe perché "disabile e fastidioso": la madre denuncia

Il bambino aveva cambiato sezione ma non è stato accettato: ritrovandosi solo ha pensato che tutti avessero la febbre e ha preparato un disegno per i nuovi compagni. La madre scopre tutto sulla chat di classe

Una madre le vessazioni subite da un figlio di 8 anni in una scuola elementare di Rende, in provincia di Cosenza. "Ho sempre creduto nell'istituzione scolastica come luogo di edificazione morale. Ma, purtroppo, in un momento in cui si ribadisce il ruolo fondamentale della scuola nell'educazione delle nuove generazioni, ho avuto la prova che, talvolta, di concerto con alcuni genitori, determinati insegnanti si rilevano promotori di azioni di inciviltà umana". 

La storia del bimbo di Rende, isolato in classe

Tutto inizia dopo la decisione della madre di spostare il bimbo di sezione a causa di incomprensioni con le maestre: "L'avevo spostato in questa classe a causa di incomprensioni con alcune maestre che si ostinavano a ribadire la necessità di un'insegnante di sostegno, pur avendo comunicato loro che la diagnosi di iperattività con funzionamento intellettivo superiore alla media non aveva rappresentato un requisito per il riconoscimento dell'invalidità - racconta la madre su Repubblica -. Anziché valorizzarlo, l'avevano escluso. Perspicace e bilingue, era diventato il 'ritardato' della classe. Da qui la mia decisione, non apprezzata da alcune maestre e mamme che hanno organizzato l'ammutinamento".

Così, la mattina del 22 novembre inizia una nuova esperienza nell'altra sezione: "Quella mattina avrebbe dovuto segnare un nuovo inizio per mio figlio nella nuova sezione, invece ha trovato tutti i banchi vuoti - racconta la madre -. Dopo un primo approccio mediante il linguaggio universale della musica, che ha visto mio figlio suonare in allegria con i nuovi compagni, quella mattina, la 'festa dell'accoglienza' avrebbe dovuto sancire l'inserimento nella nuova classe. Invece erano tutti assenti e Francesco si è trovato smarrito in un'aula deserta".

La reazione del bambino è commovente: "Mosso dall'innocenza dei suoi 8 anni, ha pensato avessero tutti la febbre. Sentendosi fortunato per non essersela beccata anche lui, ha preparato un disegno da regalare al nuovo compagno di banco non appena fosse guarito. Inconsapevole del fatto che l'assenza di massa era una protesta contro di lui, presenza non gradita", afferma la madre.

La scoperta della madre sulla chat di classe

C'erano già stati dei campanelli di allarme: "Il pomeriggio precedente, durante l'incontro conoscitivo con il corpo docente, mi ero scontrata con la nuova maestra di matematica che si ostinava a definire mio figlio disabile e fastidioso. La dirigente scolastica, così, ha deciso di ridurle le ore in quella classe. Inasprita, tramite la rappresentante di classe, anch'essa docente, ha aizzato i genitori che, sulla chat di classe, hanno organizzato il piano. Ne ho avuto conferma da una mamma, la quale ha ammesso che in quella chat è partito l'accordo, seppur senza costrizioni. Mi sono sentita trafitta da cotanta cattiveria da parte di adulti che dovrebbero rappresentare l'esempio per i bambini".

Così, la madre, avvocata, ha scritto subito un esposto alla Procura dei minorenni di Catanzaro per violenza psicologica aggravata ai danni di un minore: "Ho reso partecipe il Garante per l'Infanzia, Antonio Marziale, che ha avviato un'istruttoria", ha detto la madre. A parte gli insegnanti di italiano e immagine, il silenzio assoluto. Anche della dirigente dell'Ufficio Scolastico Provinciale, alla quale ho inviato una diffida, chiedendole l'accesso agli atti. A breve sarà convocata in procura. Procederò legalmente per difendere i diritti di mio figlio, di tutti i bambini che subiscono ingiustizie e le famiglie non hanno gli strumenti o il coraggio per ribellarsi".

Nel frattempo, il bambino sta accusando il colpo: "Ha avuto un crollo emotivo, teme di ritrovarsi solo e tende a colpevolizzarsi. Giovedì e venerdì scorso l'ho mandato a scuola sperando di ricevere scuse, invano. L'hanno definita una bolla di sapone, ma le ripercussioni psicologiche su Francesco sono evidenti. Chiederò conto e ragione agli autori di quest'azione inqualificabile. Sto valutando di trasferirlo in un'altra scuola, ma devo essere certa si tratti di un ambiente in cui il pregiudizio non prevalga sull'inclusione e sulla valorizzazione delle diversità, obiettivi primari della scuola. Non posso provocargli ulteriore sofferenza".

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