Giovedì, 15 Aprile 2021

Coronavirus, l'allarme del 118: ''Impossibile andare avanti senza protezioni e test"

Il presidente del Sis 118 e il segretario nazionale Fimmg 118 hanno scritto una lettera rivolta alla stampa: ''Se continuiamo così rischiamo di diventare super-diffusori del contagio''

Foto di repertorio

Mentre l'allerta per l'epidemia del nuovo coronavirus in Italia rimane altissima, arriva un nuovo allarme dal personale sanitario, che sta combattendo in prima linea questa battaglia. A lanciarlo sono stati Mario Balzanelli, presidente nazionale Sis 118, e Francesco Marino, segretario nazionale Fimmg 118, che in una lettera aperta alla stampa descrivono una situazione "assurda e irricevibile", chiedendo al Governo "risposte immediate concrete, non più rinviabili". 

"Non possiamo più andare avanti così: ci vogliono dispositivi di protezione individuale e screening per gli operatori" 

Perché "servire con fierezza lo Stato, senza risparmiarsi in nulla - sottolineano - non implica essere eroi né tantomeno candidarsi per diventare eroi alla memoria, eroi morti quindi, come tragicamente già successo".

"Desta estrema preoccupazione - scrivono Balzanelli e Marino - la situazione che ci viene segnalata, ormai con cadenza quotidiana, da pressoché tutti i territori regionali, dai medici, dagli infermieri e dagli operatori del sistema di emergenza territoriale (Set) 118, relativa allo sconcertante perdurare della mancanza di Dpi, finalizzati a garantire le dovute condizioni di sicurezza nella operatività a elevato biocontenimento che caratterizza la gestione dei pazienti Covid-19 sospetti o conclamati. Le forniture giornaliere sono assolutamente insufficienti, se non inesistenti - denunciano - rispetto alla necessità assoluta di far fronte in modo appropriato ai pericoli, a elevatissima probabilità, di contagio, anche alla luce dell'enorme diffusione della pandemia da parte di soggetti positivi asintomatici, che - nella maggior parte dei casi - non sanno nemmeno di esserlo".

Considerando "i dati diffusi dall'università di Padova che ha testato tutta la popolazione di Vo' Euganea, dove i positivi al Covid-19 asintomatici o paucisintomatici sono stati documentati in misura pari addirittura al 45%, e non ritenendo improbabile che questi dati vengano confermati a livello nazionale", i camici bianchi dell'emergenza-urgenza ritengono "che ormai non vi sia intervento di soccorso effettuato sul territorio dagli operatori Set 118 che possa considerarsi sicuro quando gli stessi operino privi dei Dpi idonei alla gestione del Covid-19".

Coronavirus, l'allarme del 118: ''Così diventiamo super-diffusori del contagio''

"A questa assurda e irricevibile situazione, in merito a cui sollecitiamo il Governo a fornire risposte immediate concrete, non più rinviabili - proseguono Balzanelli e Marino - si aggiunge il criterio strategico perseguito da parte dei decisori, altrettanto irrazionale, per cui gli operatori del 118 vengono sottoposti al tampone per Covid- 19 solo quando abbiano avuto contatto con casi conclamati o con contatti stretti di soggetti conclamati unicamente quando diventano sintomatici".

"Continuare, in questi casi, a sottoporre allo screening del tampone gli operatori del Set 118 utilizzando il criterio attualmente previsto, ossia solo quando gli operatori diventino sintomatici - ammoniscono i firmatari della lettera aperta - significa, di fatto, e inevitabilmente, esporre al rischio di contagio intanto i numerosissimi pazienti che vengono a stretto contatto ogni giorno con il 118, e quindi anche i familiari degli operatori stessi. Si consente, in tal modo, agli operatori del sistema 118 di poter diventare veri e propri 'super-diffusori' del contagio, in una progressiva amplificazione a cascata dello stesso che potrebbe essere sempre più difficile arginare con efficacia".

"In questo momento così drammatico per la vita di tutta la comunità nazionale", gli operatori del Set 118 chiedono, "con carattere di priorità, e semplicemente, di lavorare in sicurezza, intanto per i pazienti, e quindi anche per se stessi e per le proprie famiglie". Concludono il presidente di Sis 118 e il segretario di Fimmg 118: "Ricordiamo ai decisori che qui, dalla prima linea, noi tutti, operatori di sanità, e di emergenza, stiamo pagando un contributo altissimo, e non certamente dovuto, in vite umane".

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