Sabato, 17 Aprile 2021

Coronavirus, per l'app Immuni non c'è più tempo. Ma la politica nicchia

Il via libera potrebbe arrivare solo dopo un voto del Parlamento (come chiesto dall'opposizione). Il rischio di arrivare tardi è concreto

Foto ANSA

L'app "Immuni" scelta dal governo per tenere sotto controllo il contagio non sarà obbligatoria e non ci saranno limitazioni agli spostamenti per chi non la scarica. Lo ha chiarito oggi il presidente del consiglio Giuseppe Conte parlando in aula al Senato. L'obiettivo resta comunque quello di convincere almeno il 60% della popolazione a scaricare e installare l'applicazione sul proprio smartphone. "L’immediatezza nell'individuazione dei contatti stretti dei casi positivi e il loro conseguente isolamento - ha sottolineato il premier - sono cruciali per evitare che singoli contagiati possano determinare nuovi focolai. Per questo, un’adeguata applicazione informativa direttamente disponibile su smartphone è uno strumento essenziale per accelerare tale processo". 

App Immuni, via libera solo con un voto del Parlamento?

Ma il tempo stringe e per il momento è tutto in stand by. E dire che alla riapertura (graduale) delle attività produttive mancano solo 13 giorni. Non solo. Secondo l'AdnKronos, il governo si sarebbe convinto della necessità di un passaggio parlamentare per dare il via libera all'applicazione. Lo avrebbero assicurato, riferiscono fonti parlamentari del centrodestra, i ministri della Salute, Roberto Speranza, e della Pubblica amministrazione, Paola Pisano, durante una video conferenza con i capigruppo dell'opposizione dedicata proprio alla nuova app.

I tempi si allungano

Era stata proprio l'opposizione di centrodestra a chiedere all'esecutivo di prevedere un voto dell'aula vista la delicatezza dell'argomento. L'app dunque potrebbe essere adottata con l'ok del Parlamento, probabilmente con una legge ad hoc. I tempi però potrebbero allungarsi. E non di poco. Per intenenderci: si rischia di andare ben oltre l'inizio della fase due. Il rischio di arrivare tardi è concreto se pensiamo che non tutti scaricheranno subito Immuni e che per essere utile l'app deve coprire almeno il 60% della popolazione. 

Fonti della maggioranza avrebbero inoltre riferito che nel corso della riunuone, definita interlocutoria" sarebbero emersi diversi problemi su tempi e modi. "Ci sono diverse questioni, diverse domande alle quali il ministro Pisano ancora non ha potuto dare risposte compiute. C'è ancora da lavorare", si osserva in ambienti parlamentari.

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