Coronavirus, Conte: "Limitazioni da Stati esteri sarebbero ingiuste, non possiamo accettarle"

Il premier: "Confidiamo di avere un effetto contenitivo nei prossimi giorni"

Giuseppe Conte a margine del vertice con i ministri e i governatori nella sede della Protezione Civile sull'emergenza Coronavirus. ANSA/ FABIO FRUSTACI

"La nostra terapia d'urto produce un effetto contenitivo sicuramente, ce lo dicono gli scienziati. Sarebbe veramente ingiusto che arrivassero delle limitazioni da parte degli Stati esteri, noi non le possiamo accettare". Lo ha detto il premier Giuseppe Conte al termine del vertice con i ministri e i governatori nella sede della Protezione Civile sull'emergenza Coronavirus. 

Con il diffondersi dell'epidemia sono sempre di più i Paesi che sconsigliano di andare nelle zone a rischio, come il Nord Italia, o che adottano misure contro chi viene da quelle aree. Il Regno Unito ad esempio ha disposto l'auto-isolamento per 14 giorni per chi arriva dal Nord Italia e la quarantena obbligatoria per chi arriva da Lombardia e Veneto. Del resto il governo italiano ha adottato misure ben più severe nei confronti della Cina sospendendo i voli in partenza e in arrivo dal Paese asiatico e solo lo scorso 18 febbraio il ministro della Salute Roberto Speranza ha ribadito che il blocco continuerà finché "l'epidemia non sarà vinta". Un provvedimento che l'Oms aveva sconsigliato in quanto favorisce gli ingressi da Paesi terzi più difficile da tracciare. 

Ma per Conte non è il momento dell'autocritica:  "Nel pomeriggio - ha detto il premier a SkyTg24 - avremo un'importante riunione con i rappresentanti dell'Oms e i ministri della Sanità europei e avremo un'importante occasione per veicolare questo messaggio: il sistema nazionale italiano è tra i più efficienti al mondo e la nostra politica sanitaria è tra le più rigorose. Quindi i controlli che stiamo facendo e la terapia d'urto che stiamo effettuando, garantisce tutti nel mondo. I cittadini italiani che partono sono sicuri e potranno offrire sicurezza a tutti quanti". 

Sull'epidemia il presidente del consiglio si è mostrato ottimista: "Confidiamo che in virtù del combinato disposto di un sistema sanitario di eccellenza e di una linea di politica sanitaria di massimo rigore noi avremo un effetto contenitivo nei prossimi giorni della diffusione del virus".

La polemica a distanza tra Conte e Fontana

Ieri il premier Conte aveva affermato che il focolaio di Covid-19 si è verificato "anche per una gestione di una struttura ospedaliera non del tutto propria secondo i protocolli prudenti che si raccomandano in questi casi". Dichiarazioni che hanno mandato su tutte le furie i governatori delle regioni del nord. Se il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, "si mette ad accusare le Regioni, significa che sta seguendo un'altra strategia. E' la strategia della disperazione. Probabilmente sta cercando di attaccare altri per cercare di sviare l'attenzione", la replica stizzita del presidente della regione Lombardia Attilio Fontana. 

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Nella gestione del contrasto alla diffusione del virus, ha spiegato Fontana a Radio1, "noi abbiamo seguito, purtroppo, i protocolli che ci venivano dati dal governo. Se avessimo fatto quello che noi come governatori proponevamo, le cose non sarebbero andate così".
 

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