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Sabato, 4 Dicembre 2021
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Coronavirus, il dramma dei medici morti dopo il contagio: "Eroi veri"

Sono 17 le vittime in corsia secondo la Fnomceo. Ed è drammaticamente alto anche il dato degli operatori sanitari contagiati dal Covid-19

Si allunga ogni giorno di più il triste elenco dei medici caduti per coronavirus, aggiornato dalla Federazione nazionale Ordini medici chirurghi e odontoiatri (Fnomceo). L'ultimo camice bianco, deceduto ieri, è il 62enne Giuseppe Finzi, responsabile della struttura semplice dipartimentale Day hospital dell’azienda Ospedaliero Universitaria di Parma. Finzi era ricoverato nel reparto di Malattie Infettive dell’ospedale maggiore dove si è spento ieri. Autore di oltre 60 pubblicazioni su riviste scientifiche nazionali e internazionali, era inoltre membro della Società italiana di medicina interna.

In tutto, secondo la Fnomceo, i camici bianchi deceduti a causa del coronavirus sono finora 17. "Eroi veri", scrive su Twitter Walter Ricciardi, membro dell'OMS e consulente del ministero della Salute. 

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Coronavirus, il drammatico elenco dei medici morti

Marcello Natali, segretario dei medici di famiglia di Lodi, aveva 57 anni. Dopo il ricovero a Cremona, era stato trasferito a Milano e ricoverato intubato in terapia intensiva per una grave polmonite bilaterale. Era ricoverato da giorni, in gravissime condizioni. Mercoledì la notizia della sua morte. Natali, nato a Bologna, esercitava la sua attività di medico di famiglia nell'area di Codogno, in provincia di Lodi, dove è scoppiata l'epidemia di Covid-19.

Il medico aveva raccontato la situazione drammatica vissuta nel Lodigiano, primo epicentro dei contagi, dove i medici di famiglia avevano cominciato ad ammalarsi, e molti erano finiti in quarantena, e aveva segnalato il rischio che alcune zone rimanessero scoperte, senza assistenza per i cittadini. "Un collega sempre disponibile, sempre attento verso i giovani. Ha combattuto fin da subito sul campo, senza mai tirarsi indietro", scrive un giovane camice bianco che lo conosceva bene.

Mario Giovita, classe 1954, era medico di base a Caprino Bergamasco: il prossimo 27 aprile avrebbe festeggiato il suo compleanno. Si è spento il 16 marzo scorso dopo che le sue condizioni sono peggiorate dramamticamente per le complicanze del Covid-19.

Giuseppe Lanati, deceduto il 12 marzo scorso, era pneumologo a Como, riferiscono dalla Fnomceo. Luigi Frusciante, morto il 15 marzo, era medico di medicina generale sempre a Como. Luigi Ablondi, scomparso il 16 marzo, era ex direttore generale dell'ospedale di Crema. Antonino Buttafuoco, deceduto ieri 18 marzo, era medico base a Ciserano (Bergamo).

Intanto aumenta anche il dato ufficiale degli operatori sanitari contagiati, diffuso ogni sera dall’Istituto Superiore di Sanità, che mercoledì ammontava  a 2629. "Molti sono i medici che muoiono improvvisamente - scrive la federazione dei camici bianchi -, anche se la causa della morte non è direttamente riconducibile al virus, perché il tampone non viene effettuato".

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