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Lunedì, 22 Aprile 2024
La vicenda

Caso Acerbi, l'amarezza di Juan Jesus: "La frase 'sei solo un negro' non è razzista? Non capisco"

Il difensore parla dopo la sentenza che ha assolto l'interista: "Una vicenda grave che ho avuto l'unico torto di aver gestito da 'signore'. Ora non mi sento tutelato"

"Ho letto più volte, con grande rammarico, la decisione con cui il Giudice Sportivo ha ritenuto che non ci sia la prova che io sia stato vittima di insulti razzisti durante la partita Inter-Napoli dello scorso 17 marzo: è una valutazione che, pur rispettandola, faccio fatica a capire e mi lascia una grande amarezza". A scriverlo, in una lunga nota pubblicata sul sito del Napoli, è Juan Jesus in merito alla vicenda Acerbi e alla decisione del Giudice sportivo della Serie A che ieri, martedì 26 marzo, non ha squalificato il difensore interista per i presunti insulti razzisti rivolti al difensore del Napoli. Secondo il giudice Gerardo Mastrandrea "il livello minimo di ragionevole certezza circa il contenuto sicuramente discriminatorio dell'offesa recata".

In altre parole: l'offesa ci sarebbe stata, ma mancano le prove che siano volati insulti razzisti. Non è stato quindi applicato l'articolo 28 del codice di giustizia sportiva che prevede fino a dieci giornate di squalifica.

Un colpo difficile da digerire per il calciatore del Napoli. "Sono sinceramente avvilito - scrive Juan Jesus - dall’esito di una vicenda grave che ho avuto l’unico torto di aver gestito 'da signore', evitando di interrompere un’importante partita con tutti i disagi che avrebbe comportato agli spettatori che stavano assistendo al match, e confidando che il mio atteggiamento sarebbe stato rispettato e preso, forse, ad esempio".

Juan Jesus: "Non capisco, non mi sento tutelato"

"Probabilmente - si legge ancora nella nota -, dopo questa decisione, chi si troverà nella mia situazione agirà in modo ben diverso per tutelarsi e cercare di porre un freno alla vergogna del razzismo che, purtroppo, fatica a scomparire. Non mi sento in alcun modo tutelato da questa decisione che si affanna tra il dover ammettere che 'è stata raggiunta sicuramente la prova dell'offesa' ed il sostenere che non vi sarebbe la certezza del suo carattere discriminatorio che, sempre secondo la decisione, solo io e 'in buona fede' avrei percepito".

Il difensore dunque ribadisce la versione che aveva già fornito all'indomani della partita. E si chiede: "Non capisco, davvero, in che modo la frase 'vai via nero, sei solo un negro …' possa essere certamente offensiva, ma non discriminatoria".

Già subito dopo la sentenza il calciatore aveva manifestato il proprio disappunto postando su Instagram un'immagine che rievoca le battaglie contro il razzismo del Black Power, di Tommie Smith e John Carlos sul podio dei Giochi di Messico 1968 con il pugno chiuso. E ripreso anche, negli anni recenti, dalle manifestazioni del Black Lives Matter. 

Juan Jesus cambia la foto, pugno alzato su Instagram

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