Martedì, 22 Giugno 2021
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Matteo Bassetti lancia l'allarme sulle varianti del virus: "Vi spiego perché stiamo perdendo tempo"

L'infettivologo del San Martino di Genova: "Siamo il Paese in Ue che fa meno rilevazione di sequenziamenti. Su questo problema non abbiamo un'idea chiara"

Matteo Bassetti, ANSA

"Difficile dire quale variante è più pericolosa tra quelle fino ad oggi individuate. Quella sudafricana e quella brasiliana sembrerebbero essere le più pericolose. La prima si concentra di più nella saliva ed è più facilmente contagiosa, e poi ha la capacità di avere questo meccanismo per cui può scappare alle difese immunitarie che noi produciamo. Ovvero: una persona viene in contatto con il virus, produce gli anticorpi e nonostante gli anticorpi si infetta lo stesso per una seconda volta, anche poco tempo dopo la prima". Lo dice all'Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova e componente dell'Unità di crisi Covid-19 della Liguria.

"I vaccini sono stati sviluppati sulla proteina 'Spike' del virus cinese, il primo sequenziato - ricorda Bassetti - Potrebbe essere quindi che queste varianti scappino ai vaccini. È un punto ancora non definito che però preoccupa. Sulla variante inglese invece, per ora predominante in Europa, i vaccini sembrano funzionare". Secondo l'esperto, però, "ora la cosa più importante è dire che siamo il Paese in Ue che fa meno rilevazione di sequenziamenti: 1 su 1.000 positivi, mentre ci sono Paesi che ne fanno 40-50 e la Danimarca arriva a 150 su 1.000 positivi". 

Matteo Bassetti: "Non abbiamo un'idea chiara delle varianti"

"Non si può pensare di parlare delle varianti senza sapere che cosa sta succedendo nel nostro Paese - avverte Bassetti - Non abbiamo un'idea chiara su questo problema perché non si è adeguatamente investito sui laboratori per il sequenziamento genetico. Alcune strutture lo fanno molte altre no". "Servono risorse per fare una mappatura quotidiana: tutti i laboratori - conclude l'infettivologo - devono inviare un certo numero di campioni e devono mandare i risultati al ministero della Salute che poi deve elaborare una mappa della circolazione delle varianti nel Paese. C'è urgenza su questo tema e stiamo perdendo molto tempo".

All'Adnkronos il virologo ha parlato anche del piano vaccinale che a suo giudizio presenta molte criticità. "Non voglio giudicare le persone, ma il piano vaccinale ad oggi è stato un fallimento quindi è bene comunque cambiare. C'è bisogno di un nuovo impulso. Troppe cose non hanno funzionato, al di là dei ritardi sui vaccini, dai bandi alle assunzioni dei medici".

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