Torna il servizio militare: cos'è e come funziona la mini naja

Sì della Camera alla proposta di legge che avvia un progetto sperimentale (su base volontaria) per la realizzazione di percorsi formativi in ambito militare di sei mesi per i giovani tra i 18 ed i 22 anni di età. Cosa c'è da sapere

Foto archivio ANSA/CLAUDIO PERI

Si chiama "mini naja" ed è una proposta di legge che avvia un progetto sperimentale per realizzare percorsi formativi di sei mesi in ambito militare, destinati su base volontaria ai cittadini italiani tra i 18 e i 22 anni di età che "non abbiano tenuto nei confronti delle istituzioni politiche dello Stato comportamenti che non diano garanzia di assoluta fedeltà alla Costituzione e alle esigenze della sicurezza nazionale". Nelle scorse ore è arrivato il primo via libera della Camera: il testo, approvato a Montecitorio con il solo voto contrario di Leu, ora passa al Senato per l'approvazione definitiva.

Militare e mini naja: le cose da sapere sulla proposta di legge

Matteo Perego di Cremnago (Forza Italia) è il primo firmatario della proposta di legge sulla mini naja. Al Sole24ore.com ha spiegato che "il provvedimento nasce dall’idea di riavvicinare i giovani al mondo delle Forze armate: crediamo che oltre alla famiglia e alla scuola le Forze armate siano in grado di consentire un percorso formativo completo".

Come funziona la mini naja? Cominciamo col dire che la frequenza del progetto di formazione semestrale di formazione in ambito militare non sarà retribuita. Questi, in sintesi, i punti e gli obiettivi del progetto di legge.

  • Corsi di studio in modalità e-learning;
  • Permanenza presso le strutture formative, operative e addestrative delle Forze armate e dell’Arma dei carabinieri, individuate su tutto il territorio nazionale dal Capo di Stato maggiore della Difesa, comprese le scuole e le accademie militari;
  • Forme di apprendimento pratico che consentano il raggiungimento dei seguenti obiettivi: comprensione del valore civico della difesa della patria, sancito dall’articolo 52 della Costituzione; cognizione degli alti valori connessi alla difesa delle istituzioni democratiche del Paese attraverso lo strumento militare in Italia e all’estero; approfondimento dei principi fondamentali che regolano l’ordinamento militare.
  • Conoscenza delle principali minacce alla sicurezza interna e internazionale, anche attraverso la partecipazione a seminari di studio con la partecipazione dei rappresentanti degli organismi che fanno parte del Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica
  • Studio dell’architettura istituzionale preposta alla cyber security, delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione nell’ambito delle Forze armate.
  • Al termine del progetto, l’amministrazione della difesa sarà tenuta a rilasciare un attestato che certifichi l’esito positivo del percorso formativo svolto. L’attestato potrà essere utilizzato, all’atto della collocazione sul mercato del lavoro, quale titolo attestante le specifiche esperienze maturate e costituirà, inoltre, titolo valutabile ai fini della nomina a ufficiale di complemento. Lo svolgimento con esito positivo del progetto consentirà, inoltre, l’acquisizione di crediti formativi universitari.

Come detto, dopo l'ok della Camera, ora il testo di legge passa al Senato.

Leva obbligatoria, la proposta fa discutere: ma quanto costa? 

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