Sabato, 18 Settembre 2021
Green pass economy

Al lavoro solo col green pass: le aziende chiudono ai non vaccinati

In Italia l'azienda Sterilgarda diventa un caso ma anche Google e Facebook chiederanno il vaccino ai dipendenti che intendono rientrare in presenza. E Netflix tutela le proprie star: "Gli attori e a coloro che vi lavorano fianco a fianco dovranno essere vaccinati"

Il gigante di Mountain View Google estende lo smartworking per i lavoratori fino al 18 ottobre ma nella Silicon Valley statunitense fioccano le società che hanno deciso di imporre l'obbligo vaccinale per i proprio dipendenti. Come spiegato dall'amministratore delegato Sundar Pichai Google richederà la vaccinazione per rientrare in ufficio, così anche Facebook che chiederà ai dipendenti che intendono rientrare in presenza di sottoporsi alla vaccinazione. "Richiederemo a chiunque lavori in un o dei nostri campus americani di essere vaccinati", afferma il Social Network prevedendo uffici al comunque al 50% della loro capacità già a settembre negli Stati Uniti.

Una decisione che rinfocola il dibattito sull'obligo vaccinale per contrastare la pandemia di covid-19. Si tratta di una tutela che le aziende potrebbero mettere in campo per tutelare anche i propri interessi come spiegato anche dalla scelta di Netflix che richiederà agli attori e a coloro che vi lavorano fianco a fianco sui set americani di essere vaccinati. 

Ma l'obbligo vaccinale arriverà anche in Italia? Se oggi solo il personale sanitario può essere sospeso dallo stipendio se non immunizzato, l'obbligo potrebbe essere presto esteso al mondo della scuola e degli impiegati statali. Più difficile estendere l'obbligo di green pass ai lavoratori del settore privato dove tuttavia il singolo datore di lavoro potrebbe privilegiare i lavoratori vaccinati.

Il caso di Sterilgarda

Fa discutere il caso di Sterilgarda, azienda alimentare di Castiglione delle Stiviere, nel Mantovano, che in una lettera inviata ai dipendenti si dichiarava che "dal mese di settembre 2021, a chi risulterà privo di green pass per la mancata sottoposizione all’iter vaccinale" potrebbero essere "attribuite mansioni diverse da quelle normalmente esercitate e tali da escludere rischi di contagio per contatti con altri dipendenti". Se poi la modifica della mansione non fosse possibile, nella lettera ai dipendenti si leggeva anche che "il lavoratore non verrà ammesso in azienda, con sospensione della retribuzione". Senza stipendio quindi, ma non licenziati, come spiega successivamente l’impresa in una nota successiva. "In nessuna parte del testo si è mai minacciato di licenziare alcuno. Abbiamo fatto presente che il diritto alla salute dei dipendenti e delle loro famiglie deve essere salvaguardato al pari del diritto di ognuno".

Tuttavia va ribadito che la possibilità ventilata anche da Confindustria di licenziamento per chi non si vaccina necessita di una legge. Ora sarà il governo a scegliere anche alla luce di una recente ordinanza del giudice civile Emilia Salvatore del tribunale di Modena che aveva rigettato il ricorso presentato da due fisioterapiste di una Rsa sospese dall'azienda dopo aver rifiutato il vaccino.

"I giudici del lavoro confermano quello che già si sapeva - ha detto al Corriere Pietro Ichino, giuslavorista ex parlamentare ed ex sindacalista - cioè che l’imprenditore ha il potere e dovere di assicurare il massimo possibile di sicurezza e igiene nel luogo di lavoro, adottando tutte le misure utili suggerite dalla scienza e dall’esperienza. Ora che la vaccinazione anti-Covid è disponibile per tutti, dunque, gli imprenditori fanno bene ad adottarla come misura di sicurezza, anche prima che arrivi una legge che lo preveda in modo generalizzato",

Secondo la sentenza citata - che si basa sull’art. 2087 del codice civile e sulla direttiva Ue sulle azioni preventive contro la diffusione di malattie nei luoghi di lavoro - se il rifiuto a vaccinarsi non può dar luogo a sanzioni disciplinari, può comportare conseguenze sul piano della valutazione oggettiva dell'idoneità alla mansione. In sostanza, per chi lavora a contatto con il pubblico oppure in spazi chiusi vicino ad altri colleghi, la mancata vaccinazione può costituire un motivo per sospendere il lavoratore senza retribuzione.

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