Martedì, 26 Gennaio 2021

Zona arancione: cosa cambia da oggi in Lombardia, Piemonte e nelle altre regioni

Le nuove regole sulla libertà di spostamento e i negozi. Le scuole e la didattica a distanza. I bar e i ristoranti, le attività ricreative e sportive

Dopo aver prospettato ai presidenti di Regione il cambio soltanto il 4 dicembre, il ministro della Salute Roberto Speranza ieri ha firmato un'ordinanza per disporre la zona arancione per le Regioni Calabria, Lombardia e Piemonte e la zona gialla per le regioni Liguria e Sicilia a partire da oggi, domenica 29 novembre. Cosa cambia da zona rossa a zona arancione e dall'area arancione a quella gialla?

Zona arancione: cosa cambia da oggi in Lombardia, Piemonte e nelle altre regioni

In primo luogo è bene ricordare che per effetto delle decisioni di Speranza da oggi in zona rossa rimangono Valle d'Aosta, Provincia di Bolzano, Toscana, Abruzzo e Campania, mentre in zona arancione oggi ci sono Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Marche, Umbria, Basilicata, Lombardia, Calabria e Piemonte e in zona gialla Veneto, Provincia autonoma di Trento, Lazio, Molise e Sardegna oltre a Liguria e Sicilia. La decisione arriva dopo che l'ultimo report dell'Istituto Superiore di Sanità e del ministero della Salute ha certificato un indice di trasmissibilità del virus (ovvero il parametro RT) appena sopra la soglia di sicurezza di 1 (1,08), ma con valori che arrivano intorno all'1,25 in buona parte delle regioni (i dati si riferiscono alla settimana 4-17 novembre). Nel dettaglio il passaggio da zona rossa ad arancione va a incidere soprattutto sulla libertà di movimento:

  • spostamenti: sarà possibile spostarsi liberamente e senza autocertificazione entro i confini del proprio comune (ma anche la zona rossa aveva alcune deroghe, come quella per fare la spesa); il coprifuoco rimane in vigore dalle 22 alle 5;
  • resta in vigore il divieto di spostarsi al di fuori del comune e della regione, salvo i motivi di lavoro, salute, necessità e urgenza;
  • rimane consentita la possibilità di andare a trovare un parente o un amico non autosufficiente senza limiti di orario;
  • rimane consentito raggiungere i figli minorenni presso l'altro genitore o l'affidatario o muoversi per condurli a casa propria, anche tra comuni di aree differenti;
  • bar e ristoranti hanno asporto consentito e limitazioni ma rimangono chiusi al pubblico (ma mense e catering no);
  • i negozi di tutti gli altri tipi, compresi i centri commerciali, possono aprire, ma questi ultimi rimangono chiusi nei giorni festivi e prefestivi;

Per quanto riguarda le scuole, il cambiamento principale è il ritorno in aula degli studenti di seconda e terza media; la didattica rimane in presenza per elementari e asili; la DaD vale per le scuole superiori così come per le università, a parte le attività per le matricole e i laboratori; rimane anche confermata la riduzione della capienza fino al 50% per il trasporto pubblico, con l'eccezione di quello scolastico. Le attività del tempo libero (teatri, cinema, palestre, piscine) rimangono vietate mentre c'è il sì ai centri sportivi e alle competizione. 

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Zona gialla: cosa cambia da oggi in Liguria e Sicilia

Il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio però fa sapere in un'intervista a La stampa che per la scuola in Piemonte le cose non cambiano: "Anche se il passaggio in zona arancione ci avrebbe consentito di rimandare in classe i ragazzi delle medie, dopo un confronto con gli epidemiologi e gli esperti della task force regionale ho deciso di aspettare e di prorogare anche per lorola didattica a distanza". Con il passaggio da zona arancione a gialla da domenica Liguria e Sicilia avranno:

  • libertà di spostamento dal proprio comune e dalla propria regione;
  • riapertura di bar e ristoranti fino alle 18; sempre consentiti asporto e consegna a domicilio;
  • rimangono chiusi teatri, cinema, piscine, palestre, sale giochi, musei e mostre, oltre che dei centri commerciali nei festivi e prefestivi;
  • nessun cambiamento nella scuola e nei trasporti rispetto alla zona arancione.

Per un'altra settimana intanto Campania e Toscana resteranno in zona rossa, mentre Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Marche saranno in zona arancione. Per quanto riguarda il resto d'italia, resta comunque in vigore il sistema tricolore. Sul coprifuoco alle 22 invece, come ricorda l'Ansa, il ministro Francesco Boccia - che ieri ha parlato di "Gesù bambino che può nascere anche due ore prima" il 24 dicembre - ribadisce alle Regioni, sentite anche oggi, che la linea del rigore resta per proteggere il sistema sanitario. Da vedere se il premier Giuseppe Conte spingerà invece per una soluzione più morbida sull'orario del 'tutti a casa' nei giorni clou. Tra i punti più spinosi del nuovo decreto del presidente del Consiglio sicuramente la riapertura delle scuole, che la ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina vorrebbe a dicembre e che invece sembra destinata ad avvenire solo dopo la Befana. La didattica a distanza e il ritorno in classe dopo il 6 gennaio per gli istituti superiori è la richiesta della maggior parte delle Regioni. La questione delle vacanze sulla neve sembra invece chiusa: non se ne parlerà fino a dopo le feste natalizie, durante le quali gli impianti resteranno chiusi. Le Regioni continuano a spingere per i ristori al settore che il governo ha promesso e per una chiusura delle frontiere con i Paesi che dovessero invece accogliere turisti italiani, come sta già facendo la Svizzera.

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