Venerdì, 16 Aprile 2021

Nessun "passaporto vaccinale" sui voli Ryanair

Il direttore commerciale della compagnia, McGuinness: "Sui nostri voli la qualità dell'aria è pari a quella di una sala operatoria"

Nessun "passaporto vaccinale" sui voli Ryanair. Lo ha detto nelle scorse ore il direttore commerciale della compagnia, Jason McGuinness, discutendo del progetto Ue "Green pass" che permetterà, a chi ha già fatto un vaccino anti-covid, di tornare a viaggiare (quasi) in modo pre pandemico. L'esponente del vettore ha parlato dell'idea europea nel corso di una conferenza stampa per la presentazione degli scali pugliesi di Bari e Brindisi. 

Verranno venduti biglietti a tutti, quindi, e basterà "indossare la mascherina come da disposizioni" in "aeromobili che hanno filtri che garantiscono ogni 3 minuti il ricambio dell'aria, con una qualità paragonabile a una sala operatoria". Non è mancata la stoccata, poi, agli aiuti di Stato per Alitalia. "Gli aiuti di Stato stanno minacciando lo sviluppo del traffico in Italia e negli altri mercati europei. Finora oltre 30 miliardi di aiuti di Stato sono stati garantiti, andando a distorcere il libero mercato e la libera concorrenza. Troviamo curioso che siano stati promessi altri 3,5 miliardi di euro di aiuti di Stato ad Alitalia e contemporaneamente siano state aumentate del 30% le tariffe Atc, in particolare degli aeroporti regionali italiani. Questo va a compromettere lo sviluppo potenziale del traffico in Italia", prosegue il manager.

Poi rilancia: "Abbiamo accolto con favore il recente annuncio del ministro del Turismo in otto punti per il rilancio del turismo in Italia - ha aggiunto - e siamo lieti che ci sia finalmente un Ministero indipendente del Turismo in Italia, ma inviteremmo a considerare altre misure che aiuterebbero a rilanciare il traffico, come la riduzione dell'addizionale comunale sul diritto di imbarco passeggeri che, con la riduzione delle tariffe degli aeroporti regionali, consentirebbe una ripresa del traffico in modo sostanziale".

Il digital green pass (e tutti i dubbi)

ll "Digital green pass" è un certificato vaccinale che potrebbe consentire agli europei ritenuti ‘immuni’ dal covid-19 di tornare a spostarsi senza restrizioni all’interno dei confini Ue. La parola "passaporto" è impropria, poichè l’esecutivo europeo ha già fatto sapere, tramite i suoi portavoce, che "non si tratterà di un passaporto", come richiesto dal settore turistico. Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) si è apertamente schierato contro il provvedimento.

"Il certificato digitale - ha avvertito Andrea Ammon, direttrice dell’Ecdc - dovrebbe essere un documento che dice se qualcuno è vaccinato o ha gli anticorpi perché recentemente guarito da un'infezione da covid", ma "l'uso di queste informazioni come ‘lasciapassare' per i viaggi al momento ha certe limitazioni perché non sappiamo per quanto tempo durerà" la riduzione della trasmissione del virus "dopo l'infezione o dopo il vaccino". L'esperta ha messo in chiaro le sue perplessità nel corso di un'audizione alla commissione Sanità pubblica del Parlamento europeo. "Abbiamo indicazioni - ha poi chiarito la direttrice - che se una persona vaccinata viene infettata dal coronavirus è contagiosa a un livello inferiore, quindi c'è apparentemente una riduzione nella trasmissione, ma non sappiamo fino a che punto". Di qui le critiche sulla concessione a vaccinati e guariti di viaggiare senza dover fare il test o la quarantena. "Infine, va ricordato che la vaccinazione al momento non è una scelta libera" visto che le dosi sono ancora limitate, "quindi non si possono collegare diritti", fintanto che non ci saranno abbastanza vaccini per tutti gli europei.

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