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Lunedì, 22 Aprile 2024
Multiculturalità e polemiche / Milano

Scuola chiusa per la festa del Ramadan: come stanno davvero le cose

C'è chi grida all'islamizzazione, ma preside e sindaca rivendicano: "Scelta di civiltà"

Per la prima volta in Italia una scuola rimarrà chiusa in concomitanza con la fine del digiuno a conclusione del Ramadan, la festa sacra musulmana che in Italia è celebrata da quasi 3 milioni di persone. La scuola in questione è un l'istituto comprensivo di Pioltello, nel Milanese, intitolato a Iqbhal Masih, 12enne pakistano divenuto simbolo della lotta contro il lavoro minorile.

Una scuola caratterizzata da una forte multietnicità rivendicata con orgoglio dal preside, Alessandro Fanfoni, bersaglio delle critiche arrivate dall'alveo del centrodestra nelle scorse ore.

"Rischio islamizzazione"

"I bambini di fede islamica sono la maggioranza e noi arriviamo al 43% perché questa è la nostra utenza. Questa festa è per molti di loro una tradizione, tra l’altro spesso condivisa anche dai compagni di classe italiani che partecipano per condividere. Spero che a nessuno venga in mente di politicizzare questa decisione", ha spiegato il dirigente dell'istituto. Un auspicio rimasto, senza alcuna sorpresa, ampiamente disatteso. "Voglio capire dal ministro Valditara se la incredibile decisione di chiudere una scuola per il ramadan sia ammissibile. Rispetto per tutti ma imposizioni da nessuno" ha twittato Maurizio Gasparri. La leghista Silvia Sardone parla di "processo di islamizzazione" e il vicepremier Matteo Salvini non può fare a meno di rincarare: "Una scelta inaccettabile, contro i valori, l'identità e le tradizioni del nostro Paese. Non è questo il modello di Italia ed Europa che vogliamo".

Sulla vicenda è intervenuto poi il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara: "In relazione al caso della scuola di Pioltello che ha deciso di sospendere le lezioni in occasione del Ramadan ho chiesto agli uffici competenti del Ministero di verificare le motivazioni di carattere didattico che hanno portato a deliberare la deroga al calendario scolastico regionale e la loro compatibilità con l’ordinamento".

post x Valditara

Le parole del preside

"Alle polemiche politiche non rispondo. Il nostro  lavoro è stato ed è enorme", ribatte il preside dell'istituto. "Abbiamo scardinato la vecchia logica territoriale delle iscrizioni per evitare classi ghetto e garantire a tutti una didattica opportuna. La presenza dei mediatori linguistici e culturali è abituale, abbiamo potenziato le lezioni di italiano, supportiamo chi arriva da noi e non sa una parola della nostra lingua. Nelle nostre classi l'attività interculturale è quotidiana. Perché non condividere un giorno di festa?". La scelta di chiudere la scuola nella giornata del prossimo 10 aprile, spiega Fanfoni, è stata presentata "da alcuni insegnanti, già negli anni scorsi. È stata votata dal consiglio di istituto senza problemi. Nessuno l'ha vissuta come un'imposizione. Abbiamo utilizzato i giorni 'discrezionali' di vacanza di cui ogni scuola dispone. Nessuno ha eccepito. Abbiamo avuto riunioni, colloqui e assemblee con i genitori anche nelle ultime settimane, e parlato d'altro. Non so come mai sia esploso il caso".

Per Ivonne Cosciotti, sindaca di Pioltello, si tratta di un "atto di civiltà". "Penso che l'istituto comprensivo nell’autonomia scolastica abbia fatto una scelta che ha senso e valore. Si cerca di tutto per creare dissapore, ma i bambini vanno a scuola insieme e sono più avanti dei genitori", afferma. "Ci sono bambini che in questo periodo chiedono di non mangiare certe cose perché i loro compagni devono digiunare. Ribadisco, sono più avanti dei genitori. E nella nostra scuola c’è anche il crocifisso. Le tradizioni sono rispettate", assicura la prima cittadina.

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