Cittadinanza onoraria a Liliana Segre, il sindaco di Biella chiede scusa: "Sono stato un cretino"

Dopo le polemiche sulla cittadinanza negata alla senatrice ed il rifiuto di Ezio Greggio, il primo cittadino ha porto le sue scuse: ''Una grandissima sciocchezza''. Intanto anche il comune di Sesto San Giovanni dice di no

Alla fine, le scuse sono arrivate, e anche in televisione. Il sindaco di Biella Claudio Corradino, finito tra le polemiche dopo l’attribuzione della cittadinanza onoraria a Ezio Greggio, da lui rifiutata perché solo una settimana prima era invece stata negata alla senatrice Liliana Segre, ha porto le sue scuse attraverso i microfoni di 'Stasera Italia', programma in onda su Retequattro: "Io sono stato un cretino, lo ammetto, e chiedo scusa alla Segre e a Greggio, però su questa cosa è stata fatta una speculazione indegna da parte di tutti quanti e mi dispiace. Il risultato è stato negativo, ingiustamente. Una grandissima sciocchezza che è diventata una cosa nazionale. La signora Segre non ha bisogno che arrivi il sindaco di Biella a darle la cittadinanza, è un 'patrimonio dell’umanità' e le chiedo ancora scusa. L’ho invitata anche a Biella per la Giornata della Memoria e non c’è nulla contro di lei". 

Sesto San Giovanni dice no alla cittadinanza onoraria per Liliana Segre

Ma se da Biella sono arrivate le scuse per Liliana Segre, da Sesto San Giovanni, in provincia di Milano, arriva un nuovo rifiuto per la cittadinanza onoraria. Nella serata di martedì 19 novembre, il consiglio comunale di Sesto ha detto no a un ordine del giorno del Movimento cinque stelle che chiedeva di dare la cittadinanza onoraria alla senatrice a vita milanese, deportata dai nazisti e da poco sotto scorta a causa dei tanti messaggi di odio e minacce ricevuti quotidianamente. 

"Sindaco e soci - ha spiegato Vincenzo Di Cristo, consigliere grillino - hanno bocciato compatti la manifestazione di intenti presentata dal sottoscritto anche a nome di tutta l'opposizione. Il sindaco ha detto che la manifestazione era fatta al solo scopo strumentale. E ovviamente - le parole di un contrariato Di Cristo - i consiglieri di maggioranza hanno ubbidito compatti, quasi fossero bravi soldatini, compresi i rappresentanti dei civici ed alcuni ex o attuali Cl".

Per il sindaco Roberto Di Stefano, in quota Forza Italia, "Liliana Segre non ha a che fare con la storia della nostra città e darle la cittadinanza sarebbe svilente per lei perché è una strumentalizzazione politica. La inviterò personalmente - ha concluso - il 27 gennaio".

Il grande abbraccio di Milano a Liliana Segre

Diverso, decisamente diverso, il parere del Partito democratico. "Asserire che Liliana Segre non ha alcun legame con Sesto San Giovanni è ridicolo - l'attacco di Mari Pagani, esponente democratica -. La Senatrice è iscritta all’Aned, associazione degli ex deportati, attiva sul nostro territorio dagli anni Cinquanta e organizzatrice ogni anno di un partecipatissimo viaggio nei lager con la presenza dell’Istituzione e del labaro comunale insieme a molti istituti scolastici e cittadini. La nostra città è stata insignita orgogliosamente della Medaglia d’Oro alla Resistenza e che la Resistenza non abbia nulla a che fare con la deportazione e con la dittatura nazifascista che imprigionò la Senatrice a Auschwitz è un azzardo troppo ardito anche per il nostro sindaco", ha sottolineato la consigliera. 

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