Venerdì, 7 Maggio 2021
Ricoveri in aumento

''È iniziata la terza ondata della pandemia, non ci sono dubbi''

Ne è convinto l'infettivologo Matteo Bassetti: ''Abbiamo avuto un aumento significativo dei ricoveri in terapia intensiva''. Sull'ipotesi di una singola dose di vaccino per chi ha già avuto il Covid: ''È una buona idea''

L'infettivologo Matteo Bassetti (Foto Ansa)

Quando arriverà la terza ondata della pandemia? Secondo l'infettivologo Matteo Bassetti siamo già di fronte alla terza fase: "Purtroppo sembra inizia la terza ondata, ieri abbiamo avuto un aumento significativo dei ricoveri in terapia intensiva e non mi pare quindi che ci si siano più dubbi. Questi numeri in risalita riguardano solo alcune Regioni e quindi sono ancora più gravi, ma se dovessero aumentare uniformemente in tutto il Paese la situazione sarebbe più complicata. Dobbiamo fare attenzione. Temo che questa terza ondata farà male e dobbiamo avere molta pazienza per tutto il mese di marzo, correre con le vaccinazioni e sperare che le misure di contrasto ci aiutino a ridurre il contribuito di vittime". 

Il direttore della Clinica di Malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova e componente dell'Unità di crisi Covid-19 della Liguria ha poi parlato della possibilità di somministrare una sola dose di vaccino ad alcuni pazienti, un'ipotesi avanzata ieri dal presidente del Css, Franco Locatelli, durante la conferenza stampa sul nuovo Dpcm. 

"Una sola dose di vaccino per chi ha avuto il Covid - ha spiegato Bassetti all'AdnKronos - è una buona cosa e ci permette di risparmiare anche le fiale di vaccino. In Italia abbiamo avuto 2,5 milioni di persone colpite con certezza ma sicuramente saranno almeno il doppio, quindi potremmo risparmiare diversi milioni. E' importante però che ci sia un'indicazione precisa in modo tale che tutti si comportino allo stesso modo". 

Per quanto riguarda invece la possibilità di posticipare la seconda dose per aumentare subito la platea degli immunizzati con la prima, "non è che noi stiamo proponendo di non fare il richiamo, ma di spingerlo un po' più in là. Ad esempio - avverte Bassetti - per il vaccino AstraZeneca si può pensare di fare la seconda dose dopo 3, anche 4 mesi; per Pfizer e Moderna anziché farla tra la terza o quarta settimana, si può portarla a 6-8 settimane e si guadagna del tempo. Ci sono dei dati che avvallano questo e in emergenza - conclude - si possono prendere delle iniziative per il bene pubblico: se due dosi non ci sono meglio avere un fascia di popolazione vaccinata ampia che una piccola con due dosi".

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