Mercoledì, 14 Aprile 2021

Vaccini, l'anagrafe "salva" i genitori: nessun obbligo di certificato alle scuole

Sarà necessario presentare la certificazione cartacea delle avvenute vaccinazioni solo nel caso in cui, dopo lo scambio dei dati tra le Asl e le scuole, emergesse che il proprio bambino non sia in regola con gli obblighi previsti ai fini dell'iscrizione scolastica

Vaccini: non ci sarà nessuna corsa al certificato per iscrivere i bambini a scuola. L'anagrafe vaccinale attivata dal ministero della Salute, spiegano fonti del dicastero all'Adnkronos Salute, evita infatti ai genitori l'obbligo di presentare entro il 10 luglio, come era previsto dalla legge Lorenzin ancora oggi in vigore, la certificazione delle avvenute vaccinazioni per l'iscrizione alle scuole.

Il sistema è infatti oggi del tutto automatizzato e sono le Asl a comunicare i dati agli istituti scolastici. E nel caso in cui non si risulti in linea con la legge, le irregolarità sono già state comunicate dalle Asl di riferimento, entro il 10 giugno, al dirigente scolastico. Il quale, entro il 10 luglio, deve richiedere i documenti mancanti ai genitori. Questi ultimi avranno a loro volta 10 giorni di tempo per produrli.

Vaccini, quando è necessario presentare il certificato

Fonti del ministero dell'Istruzione spiegano all'Adnkronos Salute che sarà necessario presentare la certificazione cartacea delle avvenute vaccinazioni solo nel caso in cui, dopo lo scambio dei dati tra le Asl e le scuole, emergesse che il proprio bambino non sia in regola con gli obblighi previsti ai fini dell'iscrizione scolastica. L'ipotesi di dover presentare documentazione cartacea, dunque, emergerà solo in caso di problemi nel sistema informatico o di incongruenze: in tale caso le famiglie vengono contattate e possono dimostrare la regolarità della situazione vaccinale del bambino.

Se per l'anno scolastico 2018-2019 occorreva presentare i certificati vaccinali o una autocertificazione entro il 10 marzo 2019, per l'anno scolastico 2019-2020, le cui iscrizioni sono avvenute a febbraio, non c'è bisogno di autocertificare e certificare nulla perché a novembre 2018 il ministero ha istituito l'anagrafe nazionale, e i sistemi regionali sono a regime da aprile e hanno trasmesso i dati. Mancano solamente quelli delle province di Trento e Bolzano.

I genitori non devono dunque comunicare nulla alla scuola. Se c'è qualche problema informatico, il dirigente scolastico li contatta per risolvere la situazione. E nel caso di mancata volontà di vaccinare il bambino, scatteranno le sanzioni previste. Anche dal ministero dell'Istruzione confermano che il sistema è a regime e che i genitori non devono presentare documentazione a meno che non venga richiesta dalla scuola.
 

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