Giovedì, 22 Aprile 2021
C'è ottimismo

L'ok a Johnson&Johnson in Europa e l'ipotesi sulla produzione di un vaccino in Italia

Via libera vicino: l'Agenzia europea del farmaco convocherà una sessione straordinaria del suo comitato per i medicinali per uso umano l'11 marzo. Ottimismo del ministro Giorgetti sulla produzione di vaccini anti covid nel nostro Paese

L'Agenzia europea del farmaco (Ema) convocherà una sessione straordinaria del suo comitato per i medicinali per uso umano l'11 marzo "per prendere in considerazione l'autorizzazione del vaccino Johnson&Johnson". Lo ha reso noto l'Ema. "Quel giorno potrebbe essere emesso un parere sull'autorizzazione all'immissione in commercio di questo vaccino, a condizione che i dati presentati sulla qualità, la sicurezza e l'efficacia del vaccino siano sufficientemente solidi e completi e che qualsiasi informazione aggiuntiva richiesta per completare la valutazione sia prontamente presentata", precisa l’Agenzia.

Il via libera possibile al farmaco monodose dell'azienda farmaceutica americana potrebbe rivelarsi una mossa importante, si spera decisiva, nella lotta alla pandemia: si tratta di un siero che prevede una sola iniezione, un fattore che consente di velocizzare molto il numero delle vaccinazioni. Non solo: è più facile da usare e conservare rispetto agli altri vaccini (va tenuto a temperature da frigorifero, tra i due e gli otto gradi), ha dimostrato ottimi risultati di sicurezza ed efficacia soprattutto contro i casi gravi della malattia e potrebbe risolvere i problemi con le forniture riscontrati dalle altre case farmaceutiche. Problemi che, in Italia e in Europa, stanno rallentando la campagna vaccinale.

Proprio ieri il presidente statunitense Joe Biden ha annunciato ufficialmente una partnership mediata dalla Casa Bianca tra Merck e Johnson&Johnson, due delle maggiori case farmaceutiche mondiali tradizionalmente rivali, per accelerare la produzione dei vaccini monodose della J&J. "Una collaborazione simile a quella che abbiamo visto nella seconda guerra mondiale", ha sottolineato, ricordando di aver invocato la 'Defence production act', una legge che risale alla guerra con la Corea, per adattare due impianti della Merck alla produzione del vaccino. "Tre settimane fa ho annunciato che avremmo avuto abbastanza vaccini per tutti gli americani entro la fine di luglio, oggi, con l'arrivo di un terzo vaccino e gli sforzi per potenziare la produzione, dico che ne avremo abbastanza per tutti gli americani entro la fine di maggio", ha detto.

L'ipotesi sulla produzione di un vaccino in Italia

In Italia, intanto, il tema cruciale della produzione dei vaccini anti covid è tornato nuovamente oggi sul tavolo del ministero dello Sviluppo economico. Nell'incontro che si è svolto questa mattina al Mise è stato appurato "che ci sono le condizioni immediate per avviare la fase dell'infialamento e finitura", spiegano dal ministero attraverso una nota nella quale aggiungono che "grazie all'eccellenza produttiva dell'Italia, infatti, sono già pronte a partire molte aziende. È stato dato mandato dal ministro ai diversi rappresentanti presenti competenti" quindi  "di procedere all'individuazione di contoterzisti in grado di produrre vaccini entro autunno del 2021". La produzione potrà avvenire a conclusione dell'iter autorizzativo, in un tempo stimato di 4/6 mesi.

All'incontro di oggi hanno partecipato il ministro Giancarlo Giorgetti, il presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi, quello dell'Aifa Giorgio Palù, il sottosegretario con delega ai servizi Franco Gabrielli e il nuovo commissario per l'emergenza Francesco Paolo Figliuolo. "Un incontro ottimo e abbondante", lo ha definito Gabrielli. Giorgetti ha confermato la volontà del governo di realizzare in Italia un polo per la ricerca di farmaci e vaccini con investimenti pubblici e privati. Su quest'ultima iniziativa si è deciso di mantenere il massimo riserbo sulle aziende che saranno coinvolte nel processo di verifica in corso.

Venerdì prossimo è in programma un incontro tra governo e regioni sul tema vaccini, al quale prenderanno parte anche il nuovo capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio, e il nuovo commissario straordinario per l'emergenza covid, il generale Francesco Paolo Figliuolo, ha annunciato la ministra degli Affari regionali Mariastella Gelmini in audizione alla Commissione parlamentare per le questioni regionali.

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