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Mercoledì, 29 Maggio 2024
I benefici della caffeina

Il caffè velocizza il metabolismo (e riduce l'accumulo di grasso)

Secondo una nuova ricerca, la caffeina aumenta la termogenesi (produzione di calore) e l'ossidazione dei grassi favorendo una riduzione del peso e del rischio di malattie come il diabete di tipo 2 e l’obesità

Il caffè è tra le bevande più consumate al mondo. Si stima che ogni anno si bevano oltre 500 miliardi di tazze di caffè. Sebbene in passato si credeva che questa bevanda potesse avere conseguenze negative sulla salute, già da tempo studi hanno dimostrato l'esistenza di effetti benefici associati al suo consumo. I consumatori abituali sembrano essere esposti a un rischio più basso di sviluppare patologie cardiovascolari, del fegato, e malattie neurodegenerative come il morbo di Alzheimer. Non solo, un recente studio pubblicato sulla rivista ‘Nutrients’ ha dimostrato che nei soggetti che consumano da una fino a tre tazze di caffè al giorno, la pressione arteriosa periferica è decisamente più bassa rispetto ai non consumatori di caffè. Secondo altre ricerche, inoltre, un consumo quotidiano di questa bevanda abbassa il rischio di malattie legate all'adiposità. In particolare, una meta-analisi ha dimostrato che ogni tazza al giorno in più di caffè (1 tazza media contiene circa 70-150 mg di caffeina) riduce del 7% il rischio di diabete di tipo 2.

Tuttavia, la maggior parte delle ricerche pubblicate finora ha riguardato studi che non stabiliscono in modo affidabile l'esistenza di un nesso causale tra consumo di caffeina e protezione dal diabete. Un limite superato da una recente ricerca, pubblicata su BMJ Medicine, e condotta dal Karolinska Institute in Svezia, dall'Università di Bristol e dall'Imperial College di Londra nel Regno Unito. I ricercatori hanno dimostrato, con prove evidenti, che tutte le bevande a base di caffeina (quindi caffè, ma anche tè ed altre che la contengono) prive di calorie sono in grado di ridurre l'accumulo di grasso corporeo, e quindi il rischio di diabete di tipo 2 e di obesità.

Il metabolismo della caffeina

La caffeina è un composto organico presente nelle piante di caffè, cacao, tè, cola, guaranà e nelle bevande che le contengono. Viene metabolizzata nel fegato dal sistema enzimatico citocromo P450 ossidasi: qui i suoi composti, tra cui paraxantina, teofillina e teobromina, vengono metabolizzati in acido urico ed espulsi con l'urina. I ricercatori dl Karolinska Institute in Svezia, dell'Università di Bristol e dell'Imperial College di Londra nel Regno Unito, hanno scoperto che gli individui portatori di alcune variati nei geni coinvolti nel metabolismo della caffeina - CYP1A2 e AHR (proteina che regola l'espressione di CYP1A2) - tendono a scomporre la caffeina più lentamente, permettendole di rimanere nel sangue più a lungo. Eppure tendono anche a bere meno caffeina in generale. Per raggiungere o mantenere le concentrazioni di caffeina necessarie per ottenere gli effetti psicostimolanti desiderati, questi soggetti, infatti, consumano meno caffè rispetto alle persone che hanno un metabolismo della caffeina più veloce.

Una tazza di latte e caffè combatte l'infiammazione: la scoperta di uno studio 

Lo studio

Sulla base di questa scoperta, i ricercatori hanno esaminato i dati di poco meno di 10.000 persone raccolti da database genetici in diversi paesi europei, concentrandosi sulle varianti genetiche associate alla velocità con cui la caffeina viene scomposta, utilizzando un approccio chiamato "randomizzazione mendeliana". Poiché le varianti genetiche sono determinate al momento del concepimento, gli individui con varianti associate a concentrazioni plasmatiche di caffeina più elevate sono, in media, esposti a concentrazioni di caffeina più elevate per tutta la vita rispetto alle persone con varianti associate a concentrazioni plasmatiche di caffeina più basse. Pertanto, i ricercatori, grazie a questo metodo, sono riusciti ad indagare più precisamente gli effetti causali dell'esposizione a lungo termine a concentrazioni plasmatiche più elevate di caffeina sull'adiposità, sul diabete di tipo 2 e sulle principali malattie cardiovascolari.

La caffeina riduce l'accumulo di grasso (e il rischio di diabete)

Dai risultati è emerso che le concentrazioni plasmatiche di caffeina più elevate geneticamente previste sono associate a un BMI (indice di massa corporea) inferiore, a una minore massa grassa corporea, a un minor rischio di diabete di tipo 2. "Si stima - hanno affermato i ricercatori - che circa la metà dell'effetto della caffeina sulla predisposizione al diabete di tipo 2 sia mediata dalla riduzione del BMI". Tuttavia, sebbene sia emerso un legame significativo tra i livelli di caffeina, BMI e rischio di diabete di tipo 2, non è stata evidenziata alcuna relazione tra la quantità di caffeina nel sangue e malattie cardiovascolari tra cui fibrillazione atriale, insufficienza cardiaca e ictus.

Quanto caffè bere al giorno per ridurre il rischio di malattie cardiovascolari 

La caffeina aumenta la termogenesi (e velocizza il metabolismo)

Alcuni piccoli studi precedenti a breve termine avevano già suggerito che l'assunzione di caffeina comporta una riduzione del peso e della massa grassa. Ora, questo nuovo studio fornisce prove evidenti di questo effetto anche a lungo termine. Il team di ricerca sostiene che questo effetto sia dovuto al modo in cui la caffeina aumenta la termogenesi (produzione di calore) e l'ossidazione dei grassi (trasformando il grasso in energia) nel corpo, che svolgono un ruolo importante nel metabolismo generale. In questo modo viene favorita la riduzione del peso, l'indice di massa corporea e la massa grassa. "Tuttavia - hanno sottolineato i ricercatori - è importante anche tenere presente che gli effetti della caffeina sul corpo non sono tutti positivi, il che significa che bisogna fare attenzione quando si consuma il caffè".

Necessarie ulteriori ricerche

Sebbene questo studio abbia coinvolto un ampio campione, il metodo utilizzato (la randomizzazione mendeliana) non è infallibile ed è possibile che siano in gioco altri fattori non presi in considerazione in questo studio. Saranno dunque necessarie ulteriori ricerche per confermare i risultati. "Tuttavia - hanno concluso i ricercatori - considerando l'ampio consumo di caffeina in tutto il mondo, anche i suoi piccoli effetti metabolici potrebbero avere importanti implicazioni per la salute".

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