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Giovedì, 30 Maggio 2024
Città Palermo

"Ferma l'auto, dov'è la droga?": finti poliziotti lo fanno spogliare e lo rapinano

E' l'incubo vissuto da un ragazzo poco più che ventenne che aveva accompagnato la fidanzata a casa. Mentre rientrava un uomo e una donna gli hanno tagliato la strada in via Spoto, lo hanno perquisito e gli hanno rubato portafogli e orologio. Dopo qualche ora la refurtiva è stata recuperata dalla polizia

Si sono finti poliziotti e hanno fermato un giovane automobilista nel cuore della notte. A quel punto lo hanno costretto a spogliarsi e a restare in mutande per portargli via portafogli e orologio.Si sono dimenticati però di sottrarre il cellulare, con cui il ragazzo ha chiamato la polizia consentendo agli agenti di rintracciarli. L'episodio è avvenuto lo scorso weekend  allo Sperone, quartiere dell'area sud est di Palermo. I protagonisti della truffa sono un uomo e una donna, indagati adesso a piede libero. 

Secondo una prima ricostruzione, la vittima - un automobilista poco più che ventenne - era andato ad accompagnare la fidanzata a casa. Dopo aver atteso che la ragazza varcasse il portone condominiale, il giovane ha iniziato a fare strada per rientrare anche lui. I due indagati lo avrebbe inseguito per poi tagliargli la strada per costringerlo a fermarsi.

"Allora, dove hai messo la droga? Meglio tirarla subito fuori", gli avrebbero urlato in dialetto per preparare il giovane automobilista a una perquisizione. "Mostrami la patente", avrebbero continuato. Il ragazzo, pur avendo qualche sospetto sulle modalità violente e minacciose del controllo, avrebbe ceduto alle richieste esibendo i documenti. I due però non si sarebbero fermati lì e lo avrebbero minacciato sino a farlo spogliare.

A quel punto i due finti agenti, evitando sempre che il ragazzo potesse prendere il cellulare per lanciare l'allarme, gli avrebbero chiesto di spostare l’auto e parcheggiarla al margine della carreggiata in maniera tale che non intralciasse la circolazione. Infine la coppia di truffatori gli avrebbe detto che sarebbe stato portato in commissariato per accertamenti e che successivamente sarebbero tornati a recuperare l'auto.

Così facendo i due indagati avrebbero portato il giovane distante dalla sua macchina prima di abbandonarlo in mezzo alla strada e allontanarsi con i suoi effetti personali. Fatta eccezione per lo smartphone, di cui non si sarebbero accorti, che ha permesso alla vittima di chiamare il 112. In pochi minuti è stata diramata via radio una nota a tutte le volanti e così gli agenti dell’Ufficio prevenzione generale sono riusciti a rintracciare l'auto e a recuperare la refurtiva.

L'automobilista ha riconosciuto i due, entrambi con diversi precedenti per rapina e altri reati contro il patrimonio, affermando con certezza che si trattasse degli autori della rapina. Raccolta la denuncia della vittima, gli investigatori hanno preso contatti con il pm di turno quella notte che però, sulla base di quanto indicato nella denuncia, ha deciso di indagare i due per il reato di truffa non ravvisando gli estremi per procedere per il reato di rapina.

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