Giovedì, 21 Ottobre 2021
Perugia

Botte e insulti omofobi a uno studente: professore condannato

Un docente di una scuola superiore in provincia di Perugia è stato condannato a nove mesi di reclusione e al pagamento di 1.500 euro di multa per aver aggredito, verbalmente e fisicamente, uno studente di 14 anni

È stato condannato un docente che nel 2014 si era rivolto ad un suo studente, che all'epoca dei fatti aveva soltanto 14 anni, con insulti omofobi di vario genere. ''L'omosessualità è una brutta malattia, ne sai qualcosa tu": sarebbe questa la frase costata al professore la pena di nove mesi di reclusione, poi sospesa, e una multa da 1.500 euro da parte del tribunale di Perugia. I fatti, risalenti appunti a circa 7 anni fa, si sono svolti in una scuola superiore nella provincia del capoluogo umbro. 

Il professore, difeso dall’avvocato Rita Bocchini, si è sempre difeso negando che i fatti si fossero svolti così come descritti dal giovane e dai genitori nella denuncia, ma la sua versione dei fatti non ha convinto i giudici. 

Il docente è accusato anche di lesioni: secondo il racconto del ragazzo, confermato da alcuni compagni di scuola, durante una lezione il docente aveva espresso il commento sull'omosessualità del ragazzo, guardandolo fisso e dicendo nome e cognome: "Certo che dico a te, è brutto essere gay? Tu ne sai qualcosa". Un attacco che ha visto arrivare la pronta risposta del giovane: "Sicuramente, da quando conosco lei".

Una replica che ha scatenato la reazione violenta del docente, che ha colpito lo studente co calci e pugni, prima di mettergli addirittura le mani al collo. Una scena a cui hanno assistito anche altri alunni, con il compagno di banco della vittima che aveva cercato di placare gli animi esclamando: "Professore lo lasci, non vede che lo sta strozzando?". Dopo aver lasciato la stretta il professore chiese di non essere più preso in giro.

Una volta tornato a casa, i genitori dell'alunno si sono accorti che qualcosa non andava: il giovane zoppicava ed era visibilmente scosso, fino al momento in cui ha deciso di andare in ospedale e raccontare tutto. Dopo le cure i familiari si sono rivolti alla polizia per denunciare i fatti, facendo scoppiare un caso arrivato anche in Parlamento. Il docente è stato prima sospeso e poi trasferito fino alla condanna arrivata nei giorni scorsi, a sette anni di distanza dei fatti e ai limiti della prescrizione.

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