Giovedì, 17 Giugno 2021
Città Catania

Uccide il marito e simula una rapina: "Mi chiamava lurida mula"

Emergono alcuni dettagli dell'omicidio di Biancavilla, Catania. Vincenzina Ingrassia avrebbe ammazzato il marito, inscenando poi una rapina, perché "stanca di subire"

Alfio Longo e Vincenzina Ingrassia

CATANIA - "Mi chiamava lurida mula, e quando eravamo in Germania, negli anni Settanta, mi ha costretta ad abortire due volte perché non era il momento di avere figli, ma di lavorare".

Parole di Vincenzina Ingrassia davanti agli inquirenti, ai quali ha dovuto spiegare il motivo per cui avrebbe ucciso il marito, Alfio Longo, e simulato una rapina nella loro villa di Biancavilla, nel catanese. Anni di vessazioni e maltrattamenti quelli subìti dalla donna, secondo il suo racconto. "Dopo una vita di sevizie subìte in silenzio, dopo tanti anni di violenze continue, non ce l'ho fatta più e in un momento d’ira mi sono scagliata contro mio marito con un ramo usato per accendere il camino", avrebbe detto al procuratore di Catania Michelangelo Patanè.

La donna aveva intenzione di divorziare dal marito, ma lui la bloccava sempre dicendole "Tu di qui non ti muovi" ha detto l'avvocato dell'acusata, Luigi Cuscunà. Il legale chiederà al gip Loredana Pezzino la detenzione cautelare in una comunità protetta o agli arresti domiciliari per la sua assistita. E' la richiesta "meno afflittiva e corrispondente alle esigenze giudiziarie", ha detto Cuscunà. "E' una casalinga - conclude l'avvocato - che ha sopportato violenze e vessazioni e che è esplosa in quel gesto estremo". (da CataniaToday)
 

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