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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Attentato di Brindisi / Brindisi

Attentato alla scuola Morvillo Falcone: si apre il processo

Il reo confesso Giovanni Vantaggiato oggi davanti alla Corte di Assise. Lo scorso 19 maggio, un ordigno esplose uccidendo la studentessa 16enne Melissa Bassi

BRINDISI - A otto mesi da quel terribile 19 maggio 2012, oggi a Brindisi si è aperto il processo, davanti alla Corte di Assise, sull'attentato alla scuola Morvillo Falcone. Un ordigno artigianale esplose uccidendo la studentessa 16enne Melissa Bassi (nella foto), mentre altre nove persone rimasero ferite, di cui tre studentesse in modo grave.

Giovanni Vantaggiato, reo-confesso, era presente in aula, nel processo che lo vede imputato sia per la strage all'istituto, sia per l'attentato all'imprenditore di Torre Santa Susanna Cosimo Parato, avvenuto nel 2008.

"Vantaggiato mi ha confermato la sua volontà di essere presente alla prima udienza", ha spiegato il suo avvocato Franco Orlando, aggiungendo: "Ci sarà nonostante io lo abbia sconsigliato. Ci saranno i familiari delle vittime. Ma vuole esserci".

L'attentato di Brindisi | foto Tmnews/Infophoto

GENITORI DI MELISSA IN AULA - Anche Massimo e Rita Bassi, i genitori di Melissa, la 16enne uccisa dalle bombe che esplosero davanti alla sua scuola, domani saranno in aula: "Lo facciamo per lei, le dobbiamo giustizia".

GLI AGGIORNAMENTI: L'IMPUTATO NON RISPONDE - Vantaggiato è entrato nella gabbia laterale, nell'aula della Corte di Assise, visibilmente dimagrito e malfermo, sorretto dagli agenti della penitenziaria che lo scortavano. Gli stessi agenti lo hanno fatto sedere. Quando il presidente della Corte di Assise, Domenico Cucchiara, si è rivolto a lui per chiedere il consenso alle riprese fotografiche e televisive, non ha risposto. Sguardo assente, gli occhiali tra le mani, Vantaggiato è rimasto in silenzio, nonostante le domande ripetute del magistrato che chiedeva "Ha compreso quello che le ho detto?". L'imputato non ha rivolto alcun cenno in risposta e il magistrato ha quindi concluso: "Ripetutamente interpellato, non dà risposta, non esprime alcuna manifestazione".

I genitori di Melissa non hanno mai rivolto uno sguardo verso la gabbia dove è seduto Vantaggiato. Sono rimasti in silenzio, con il capo chino. Mentre tutte le altre parti hanno dato assenso, Giovanni Vantaggiato ha continuato a non rispondere al magistrato che chiedeva il consenso alle riprese fotografiche e televisive in aula. Così il presidente della Corte Domenico Cucchiara si è rivolto al difensore, l'avvocato Franco Orlando, che ha risposto: "L'imputato non consente alle riprese". La corte si è quindi riunita in camera di consiglio per decidere sulla questione.

L'imprenditore 68enne di Copertino, da sei mesi in carcere in isolamento, aveva davanti (per l'accusa) il procuratore capo della Dda di Lecce, Cataldo Motta, insieme al sostituto Guglielmo Cataldi. L'attentato alla scuola "fu una vicenda molto grave, un episodio di tal genere non si era mai visto, una scelta così indiscrimnata, un obiettivo così sensibile, la portata dell'allarme generato: sta qui il fondamento dell'aggravante della finalità di terrorismo al reato di strage", ha ribadito alla vigilia del processo il procuratore capo Motta.

I funerali di Melissa Bassi a Mesagne

FINALITA' TERRORISTICA - Fra i capi di imputazione riportati nel rinvio a giudizio è specificata infatti l'aggravante della finalità terroristica in quanto Vantaggiato "avrebbe individuato in maniera casuale e indiscriminata l'obiettivo da colpire, per l'effetto intimidatorio e il conseguente grave allarme della popolazione della città di Brindisi e dell'intera nazione, nonché per l'effetto destabilizzante dell'azione criminale".

LA DIFESA - Per l'avvocato di Vantaggiato questo è invece un punto centrale della difesa: "Non è mai esistita la finalità del terrorismo e durante il processo lo dimostreremo". Inoltre riguardo alla richiesta alla corte di perizia psichiatrica, il difensore ha confermato la sua posizione: "Avvalermi della perizia è un'esigenza difensiva. Io, come credo anche i giudici, ho bisogno di sapere se questa persona ha la capacità di stare in giudizio. Inoltre bisogna capire se, al momento del gesto, aveva la capacità di autodeterminarsi, e la perizia psichiatrica si dispone quando il gesto è abnorme". Sull'ipotesi di un complice, contemplata nella formula dell'imputazione che prevede il concorso, il legale ha anche ribadito: "E' fuori di dubbio e assodato: Vantaggiato non ha avuto alcun complice.

L'ACCUSA E I TESTIMONI - Le accuse ipotizzate nei confronti dell'imprenditore sono strage aggravata dalla finalità terroristica e costruzione, possesso ed esplosione di ordigno micidiale in concorso con ignoti per quanto riguarda l'attentato di Brindisi, e di tentato omicidio pluriaggravato e costruzione, possesso ed esplosione di ordigno micidiale, relativamente all'attentato a Parato. L'accusa chiamerà a testimoniare circa 70 persone, a partire dalle studentesse sopravvissute, i collaboratori scolastici, gli abitanti del quartiere della scuola Morvillo Falcone, esponenti delle forze dell'ordine, ma anche la moglie di Vantaggiato, un dipendente e i familiari di Cosimo Parato.

Tra le fonti di prova i resti di una delle bombole caricate con nitrato di ammonio, le varie informative della squadra mobile di Brindisi, tabulati del traffico telefonico sul luogo della strage prima dell'esplosione, intercettazioni ambientali nei confronti di Vantaggiato e della sua famiglia, ricostruzioni tridimensionali dell'esplosione, il fascicolo sui rilievi tecnici effettuati nel deposito dell'imprenditore e sulla sua barca, e le indagini patrimoniali eseguite sul conto del 68enne, ma ci sono anche alcune fotocopie delle pagine del libro 'Il manuale del guerriero della luce' di Paulo Coelho, sequestrate nell'abitazione di Giovanni Vantaggiato.

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