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Giovedì, 2 Febbraio 2023
Città Bari

Morta per calcoli renali dopo tre interventi: la famiglia di Valeria riapre il caso

La famiglia di Valeria Lepore, l'agente di Polizia penitenziaria 27enne di Toritto, morta nel 2014 muove una nuova accusa ai medici del Policlinico di Bari

BARI - Giuseppe, accompagnato dal legale Michele Vaira, ha depositato in Procura una denuncia in cui ricostruisce il "calvario" della figlia Valeria Lepore, l'agente di Polizia penitenziaria 27enne di Toritto, morta nel 2014: l'accusa è di omissione di atti d’ufficio per il mancato rilascio di tutta la documentazione sanitaria relativa alla sua morte. Nel documento viene evidenziato che parte della documentazione relativa agli esami svolti a Bari non sarebbe stata consegnata all’autorità giudiziaria né ai parenti, nonostante reiterate richieste. Da quella documentazione, secondo la famiglia, emergerebbero responsabilità non ancora accertate.

Inizialmente la Procura di Bari aveva aperto un'inchiesta indagando 20 medici di tre diverse strutture sanitarie da cui la ragazza era passata: il pronto soccorso di Manduria, l’ospedale Maria Santissima Annunziata di Taranto e quello di Bari, dove era stata infine ricoverata e operata. 

La posizione dei sette medici baresi è stata subito archiviata. Per i medici tarantini, invece, gli atti erano stati trasmessi alla Procura ionica che ha provveduto nei mesi scorsi alla richiesta di rinvio a giudizio per i due medici dell’ospedale di Taranto che avevano eseguito il primo intervento chirurgico (domani inizierà l'udienza preliminare). Uno dei due professionisti rischia anche un processo per falso poiché è accusato di aver falsificato le firme del consenso informato. Archiviata a Taranto l’inchiesta che coinvolgeva altri 8 medici, mentre pende la posizione di ulteriori tre sanitari.

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